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Montignosina per amore, pronta a metterci la faccia per cambiare
La candidata del centrodestra si racconta tra famiglia, passioni e impegno sociale: «Il lavoro non mi spaventa»
Ivan Zambelli
montignoso. Donna determinata, tenace, intenzionata ad avviare un percorso nuovo. Manuela Aiazzi, candidata per il centrodestra a Montignoso, va alle urne con un programma improntato sul rilancio del territorio, partendo sì dal turismo, ma che affronta temi come ambiente, costa e montagna, infrastrutture, servizi, decoro e sicurezza.
Chi è Manuela Aiazzi?
«Nasco a Firenze nel 1963, da una famiglia di operai, umile ma ferma nei principi e nei valori. Questo è un insegnamento che mi porto dietro, nella vita e in politica. Io non cambio abito, sono così. Sono una donna molto determinata, quando mi metto in mente una cosa la porto in fondo, senza fermarsi davanti agli ostacoli. Anzi, li abbatto».
Nata a Firenze, da una vita a Montignoso.
«Sì, fin da piccola venivamo al mare. Arrivavamo il giorno dopo la scuola, e si ripartiva il giorno prima. Tanto che il corredo si comprava qua. Stessa cosa a Natale e Pasqua. A 20 anni mi sposo e mi trasferisco, e per una serie di questioni non porto avanti gli studi. Poi ho ripreso, laureandomi in giurisprudenza. Nel mezzo, una figlia a 25 anni. Nel 2010 ho fondato la camera penale di Massa-Carrara. Un anno e mezzo fa sono stata eletta consigliere dell’ordine, e attualmente sono tesoriere».
Come passa il tempo libero?
«Stando in famiglia. Mi piace cucinare, leggere. In casa siamo appassionati della montagna, mio marito è guida alpina e io ero consigliera Cai. Da giovane facevo trekking, e andavo anche allo stadio, a vedere la Fiorentina in curva Fiesole. Adesso invece ho ripreso a giocare a tennis».
Animali domestici?
«Sì, il primo cane mi venne regalato proprio qui al mare, poi nell’84 mio marito mi donò il primo di diversi pastori tedeschi. Ho avuto anche gatti, gli ultimi sono stati Filiberto e Filiberta. Due gatti aristocratici. È rimasta la femmina, trovata a Capanne».
E in politica quando inizia?
«Mi candidai con il Cdu alle regionali del ‘95. Fu in quel periodo che mi avvicinai alla politica, e il motivo oltre alla voglia di fare è stata mia sorella, anche lei in politica dal 1994».
Inizialmente un po’ più moderata, adesso diciamo più decisa, vista la militanza in Fratelli d'Italia.
«Fondamentalmente sono sempre moderata. Sono decisa come carattere, ma non totalmente inquadrata. Ci sono sempre delle smorzature nelle cose. Un collega, fino a tre anni fa, pensava fossi di sinistra. È una cosa un po’ buffa (sorride) ma questo perché noi di destra abbiamo valori che prima erano di sinistra, come il sociale».
Altre esperienze?
«Dopo il ‘95 e fino a quelle del 2020 non sono mai uscita pubblicamente. Ho scelto di prendere posizione quando mi sono stufata della situazione: tutti ci lamentiamo, ma poi non facciamo niente. Qualcuno deve mettersi in discussione».
Il programma si sofferma molto sul sociale.
«Il benessere della persona deve essere preminente. A Montignoso c'è tanta gente che vive in povertà. Questi non hanno bisogno solo di essere assistiti, ma anche di essere stimolati e supportati. Vanno fatti progetti mirati, progetti di vita. Poi, ci sono anche situazioni dove bisogna contribuire a livello economico, ma anche lì occorrono servizi. Bisogna cambiare impostazione».
Nel programma c'è la volontà di creare un Ufficio animali.
«Al Lago di Porta abbiamo una fauna incredibile. Solo che è lasciato in abbandono. Serve quindi tutelare le specie locali, e i randagi».
Altra passione, i libri. Una biblioteca?
«È una necessità, serve una nuova biblioteca multimediale, al passo con i tempi. Immagino una biblioteca con spazi per giovani e adulti».
Se eletta, quale sarà la prima cosa da fare?
«Conoscere i dipendenti del Comune. La squadra è fondamentale, e probabilmente ci sarà da mettere mano. Dovrò, come si dice, rimettere le carte insieme, per poi andare a mettere in atto i progetti».
Fare il sindaco è complesso, cosa si aspetta?
«Non mi spaventa, lavoro anche la notte. Sento una grande responsabilità, perché voglio sempre il meglio, non per me ma anche per gli altri. So che porterà via tempo, ma se servirà a fare del bene, allora sarò gratificata».
E se dovesse andare male?
«Me lo sono chiesta. Governare è difficile, ma fare opposizione lo è altrettanto. Opposizione è portare un’alternativa, fare critiche costruttive. Comunque vada porterò avanti il mio programma, e lo farò con il massimo dell’impegno. Per rispetto di chi crede in me».
Perché dovrebbero votarla?
«Bisogna avere il coraggio di cambiare, perché non cambiare mai porta alla cristallizzazione di un sistema che privilegia solo pochi». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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