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Guado distrutto dalla piena Agriturismo irraggiungibile

Marco Landini
Guado distrutto dalla piena Agriturismo irraggiungibile

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FIVIZZANO. Tra coloro che hanno subito danni a causa del violento nubifragio che si è abbattuto sulla Lunigiana domenica scorsa c’è l’agriturismo “Di là dall’acqua”, una vera e propria oasi immersa nella natura, mèta prediletta di coloro che amano isolarsi nella pace del verde, che quel luogo sa offrire. L’agriturismo è situato ai piedi del monte Tergagliana, e nei pressi scorre il torrente Mommio. Torrente che domenica scorsa è stato ingrossato dalle violenti piogge cadute e si è portato via l’unica strada di accesso per i veicoli diretti all’agriturismo (che per questo si chiama Di là dall’acqua): un guado che attraversa il Mommio.

Il corso d’acqua in estate è più simile a un rigagnolo, ma domenica scorsa ha assunto le sembianze di una valanga di acqua mista ad alberi e detriti. Sta di fatto che ora la graziosa struttura amata da turisti del nord Italia e anche stranieri, è raggiungibile soltanto a piedi e in sentieri non certo percorribili con facilità. Insomma “Di là dall'acqua è isolato sotto l’aspetto viario. Il torrente si è portato via la strada sul guado di accesso. Una situazione critica per Giovanna Zurlo che gestisce la struttura e per il suo staff che si sono visti portare via dalla furia del torrente in piena circa quattro metri di terra sugli argini e il guado è ora ricoperto da detriti e piante.

L’agriturismo Di là dall'acqua dispone di 4 camere e ristorante con azienda agricola. La clientela è maggiormente italiana ma in questo periodo tanti stranieri lo hanno scelto per le loro vacanze anche autunnali per il contatto diretto con la natura e la gastronomia a chilometro zero. Dice Giovanna «Per noi l’autunno è sempre un periodo di lavoro e soprattutto quest'anno, visto che le vacanze primaverili, causa Covid sono state annullate. Tanto flusso si è spostato verso settembre e ottobre. È’ vero che la stagione estiva è andata molto bene, però va considerato che noi come altri tra il 2020 e il 2021 abbiamo avuto 9 mesi totali di chiusura». Insomma una situazione che sta scoraggiando questi imprenditori che confidano in un intervento solerte da parte degli enti preposti, per lo meno per tornare ad aprire nella prossima primavera.

Marco Landini

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