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la lettera 

I residenti insorgono contro la movida: «Il sindaco ha il dovere di intervenire»

I residenti insorgono contro la movida: «Il sindaco ha il dovere di intervenire»

Il comitato del centro storico chiede «misure drastiche» al Comune: «Non riusciamo più a dormire la notte»

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mASSA. «Di nuovo ci troviamo alle prese con nottate di canti, urla e schiamazzi fino ed oltre le tre del mattino. Nel pieno dell’estate c’era stato un lieve miglioramento, che fosse per i controlli più serrati o perché molte persone avevano preferito frequentare i locali sul mare, poco importa. Abbiamo sperato in una controtendenza, ma dalla fine di agosto è stato subito chiaro che non fosse così». A parlare sono i cittadini riuniti nel comitato del centro storico, che intervengono dopo l’appello di Confesercenti.

Anche i residenti confermano l’escalation della movida molesta in centro. «Sono bastate poche settimane per ritrovarci di nuovo al solito punto. Le notti del venerdì e del sabato sono le peggiori, ma giorni davvero tranquilli ce ne sono pochi. Leggere sui giornali che anche i ristoratori di Confesercenti rilevano una situazione insostenibile ci porta a sperare di essere finalmente ascoltati e torniamo quindi a raccontare ciò che tante volte abbiamo segnalato inutilmente».

Risse e violenza sono all’ordine del giorno, fanno sapere dal comitato. «Il fattore comune è la maleducazione portata all’eccesso dall’abuso di alcol. Dai tavoli dei locali i clienti cantano e intonano cori da stadio senza che nessuno dica loro di contenersi. I servizi igienici messi a disposizione evidentemente non funzionano o non sono sufficienti, perché è un continuo susseguirsi di persone, uomini e donne, che si calano i pantaloni sotto le nostre finestre. Le nostre strade, i muri dei nostri palazzi, i portoni, sono intrisi di urina».

Il consumo di alcol, secondo gli abitanti, è «del tutto fuori controllo. Giovani e meno giovani vengono a vomitare a più riprese per poi tornare barcollando verso i locali per ricominciare a bere e poi di nuovo da capo».

I più organizzati si accompagnano con la musica, con casse portatili o dalla radio di una macchina parcheggiata, cantano e ballano. «Sempre più spesso vediamo ragazzi e adulti scambiarsi soldi e bustine. Prima cercavano angoli nascosti per non farsi vedere, ora non si fanno più problemi né a vendere né a consumare sotto gli occhi di tutti. A volte sentiamo piagnucolare o gridare: è qualcuno che sta male, che non riesce nemmeno più a stare in piedi».

Il comitato sostiene che «per noi che ne subiamo le drammatiche conseguenze nella quotidianità, e ormai davvero da troppo tempo, è passato il momento dei bei discorsi. Siamo esasperati di fronte al degrado, all’impossibilità di dormire, all’impotenza e al silenzio delle istituzioni. Dobbiamo forse prendere a sassate la gente sotto le nostre finestre? Oppure sperare che alla prossima rissa muoia qualcuno, così forse si avrà il coraggio di prendere provvedimenti efficaci? Una cosa è certa: mantenere il senso della misura ci è sempre più difficile».

I residenti dicono di essersi appellati «troppe volte» al sindaco e al prefetto chiedendo un incontro. «Abbiamo ricevuto sono un silenzio inspiegabile e sconfortante», dicono. «Ora non ci interessa più sapere che al tavolo di ordine pubblico se ne discute, come del resto succede da anni. E non ci interessa nemmeno più l’opinione delle autorità o quanti e quali nuovi controlli siano stati fatti o programmati o se siano state installate le telecamere che chiedevamo da tempo. Tutte le misure di cui si è parlato e che sono state adottate sono insufficienti o forse utili solo a lungo termine e di risultati reali fino ad ora non ne abbiamo visti, anzi. E per favore, non fate appello alla nostra pazienza e comprensione, perché non ne abbiamo davvero più. Arrivati a questo punto servono misure drastiche ed efficaci e servono subito. Misure che il sindaco, garante per legge della salute dei cittadini, ha il potere e il dovere di imporre, ma che fino ad ora, per quanto ne sappiamo, non ha mai nemmeno preso in considerazione»

© RIPRODUZIONE RISERVATA.



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