Il Tirreno

abuso d’ufficio: la sentenza 

Assolto l’ex presidente dell’autorità portuale

M.C.
Assolto l’ex presidente dell’autorità portuale

Francesco Messineo era finito a processo insieme al segretario generale dell’ente per presunti favoritismi a ditte ma «il fatto non sussiste»

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carrara. Erano stati accusati di aver favorito tre società operanti nell’area portuale, omettendo i controlli di routine sulle concessioni. Ieri, a cinque anni dello scoppio del caso, Francesco Messineo, ex presidente dell’autorità portale di Marina di Carrara, e Nicola Del Nobile, segretario generale dell’ente, sono stati assolti dal reato di abuso di ufficio perché «il fatto non sussiste».

Erano finiti con loro a processo, con l’accusa di abusiva occupazione di spazio demaniale, anche Vittorio Maggiani, consigliere delegato della Porto di Carrara spa, e i rappresentanti di due ditte che si occupavano di varo delle imbarcazioni e servizi ambientali all’interno della zona portuale di Marina di Carrara. Tutti assolti. Il giudice Augusto Lama ha disposto anche il dissequestro dei macchinari.

Ad avviare l’inchiesta fu, nel 2016, l’allora procuratore capo Aldo Giubilaro. Secondo l’accusa, Messineo e Del Nobile avrebbero «omesso il controllo delle attività soggette a concessione nonché la vigilanza sull’espletamento delle operazioni e sui servizi portuali», procurando così, «intenzionalmente», a tre società – Porto di Carrara spa, Ornic Nautic srl e Dusty srl – un «ingiusto vantaggio patrimoniale», consistito, sempre secondo la ricostruzione della procura, «per quanto riguarda la società Porto i Carrara spa nel pagamento di un canone inferiore a quello dovuto», mentre per quanto riguarda le altre due aziende «nel non aver corrisposto alcun canone, con corrispondente danno per l’autorità portuale». Secondo l’accusa l’ex presidente dell’autorità portuale e il segretario generale, omettendo i controlli, avrebbero consentito l’occupazione abusiva delle banchine. I macchinari che, a detta dell’accusa, avrebbero occupato abusivamente l’area portuale erano gru, carrelli elevatori, ruspe, e altri mezzi di grandi dimensioni.

La Porto di Carrara spa, secondo la ricostruzione della procura, avrebbe dovuto versare, e non lo avrebbe fatto, 550mila euro di canone demaniale, mentre le altre società la cifra, si legge nell’atto di conclusione delle indagini, «è di impossibile quantificazione».

Nel 2016 scattarono i sigilli ai macchinari. Messineo fece anche ricorso, perdendolo.

I responsabili delle ditte, come detto, sono finiti a processo per abusiva occupazione di suolo demaniale. Messineo e Del Nobile per abuso d’ufficio. Ma ieri mattina, il primo grado di giudizio si è chiuso con l’assoluzione piena di tutti gli imputati. Il collegio presieduto dal giudice Augusto Lama ha disposto «l’immediato dissequestro dei macchinari se non fosse ancora stato disposto».

M.C.

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