Il Tirreno

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«Hanno preso il sopravvento gli interessi elettorali»

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massa. «Non ci avremmo scommesso un solo euro». Così in una nota alla stampa Rifondazione Comunista di Massa commenta il voto sulla commissione d’inchiesta consiliare per il caso Serinper. «La commissione di inchiesta non s’ha da fare ha tuonato il Don Rodrigo di turno e i “Bravi” proni e chini, senza proferir parola, hanno rispettato l’ordine – affermano i rappresentanti del partito –. Sì è sacrificata, sulla tavola elettorale imbandita, la verità sulle responsabilità politiche di quanto è accaduto, tavolo che vede sedersi una nuova compagine “politica” pronta a sostenere i poteri economici forti della nostra città. Più commensali, più trattative, più trattative più compromessi, più compromessi più ricatti: ed ecco che sulla vicenda Serinper gli avvoltoi si gettano senza alcun ritegno».

Rifondazione commenta anche la posizione del presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti (che lo ricordiamo nella vicenda è imputato in attesa di conoscere la decisione del Gup sul rinvio a giudizio chesto dalla procura) «costretto a fare marcia indietro rispetto alle sue prime dichiarazioni, un presidente sempre più solo ed emarginato, viene ribadita, nelle solite ore (non un caso), la conferma della destra di un Persiani bis, viene scandito insomma il tempo per il 2023».

«In questo quadro in cui gli interessi elettorali hanno il sopravvento, a pagarne le conseguenze saranno i lavoratori e le lavoratrici, le ospiti e gli ospiti, molti minori, delle strutture, la dignità e la democrazia di una città che si dovrà caricare dell’onere del silenzio politico – prosegue la nota di Rifondazione –. Chi ancora oggi confonde i piani giuridici con quelli politici o lo fa in mala fede o è incapace di ricoprire il proprio ruolo pubblico: in ogni caso, un disastro. Massa, e tutto il nostro territorio provinciale, non si merita questo. Si meriterebbe una classe politica responsabile, che sappia affrontare i problemi alla luce del sole, senza utilizzo di mezzucci di basso cabotaggio, poco edificanti. Anche noi, come lo ha già richiesto il gruppo “Massa Città in comune” , avremmo voluto un ampio compito della commissione capace di poter far luce su tutto quello che è successo senza lasciare nulla sotto il tappeto. Invece ne rimarrà di polvere nera nascosta tra le poltrone elettorali e ancora una volta saranno i “soliti noti” , chi da sempre ha le mani sulla città, a presentare il conto di un pranzo sfarzoso a cui gli “intimi” sono invitati: a tutti i massesi, le briciole».

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