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Sanlorenzo si allarga: acquistati all’asta i capannoni Barsanti

C.F.
Sanlorenzo si allarga: acquistati all’asta i capannoni Barsanti

Operazione da oltre 11 milioni di euro per il cantiere ligure Anche il colosso Baker Hughes era interessato all’affare 

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massa. Si allarga a Massa il cantiere Sanlorenzo, una delle “fabbriche” di super yacht di lusso più grandi d’Italia. L’azienda, con “testa” e sede principale ad Ameglia, sul fiume Magra, unità produttive a Viareggio, La Spezia e una già attiva a Massa, in via Dorsale nell’area ex Dalmine, ha acquisito i capannoni che furono della Barsanti Macchine, che confinano proprio con la divisione produttiva di San Lorenzo in via Dorsale. Un “affarone”, quello dell’acquisto dell compendio immobiliare Barsanti: un’operazione da 11 milioni di euro che si spera possa dare anche prospettive di nuovi posti di lavoro. Anche se, al momento, l’azienda non si sbilancia, così come non ha ancora comunicato come intenderà utilizzare i capannoni.

La Sanlorenzo si aggiudicata il comparto ex Barsanti all’asta giudiziaria indetta dal tribunale di Massa dopo il fallimento dell’azienda. Il valore di perizia stimato per il complesso era di oltre 22 milioni di euro; il prezzo offerto da Sanlorenzo è stato di 11 milioni e 620mila euro. Si tratta di un comparto di 15mila metri quadrati con due capannoni affiancati in buone condizioni e di circa 1.300 metri quadrati di uffici e servizi, a due passi dal casello autostradale e proprio accanto all’area già in mano a Sanlorenzo: i cantieri ex Fipa, circa 20mila metri quadrati.

La Barsanti era una delle più importanti aziende di costruzione di macchine per la lavorazione del marmo e del granito. Aveva clientele e commesse in tutto il mondo e ha avuto fino a 100 dipendenti. L’azienda fondata da Fosco Barsanti era poi andata in crisi: dal 2010 i bilanci segnano un pesante rosso, fino ad arrivare, nel 2013, a chiedere il concordato preventivo a fronte di un passivo di oltre 6,3 milioni di euro. Una new co aveva cercato di rilanciarla, senza successo. Poi, il fallimento e l’asta, a segnare la fine di una realtà “storica” nell’imprenditoria apuana.

I capannoni Barsanti facevano gola a molti. Tra questi Baker Hughes (Nuovo Pignone), che nel 2019 formalizzò al tribunale una richiesta di acquisto del comparto. Per il colosso Usa l’area poteva avere un ruolo strategico, vista la vicinanza con la sede Baker Hughes-Pignone in via Massa Avenza. L’affare non andò però in porto; i capannoni vennero rimessi all’asta più volte, fino all’arrivo del gruppo Sanlorenzo. —C.F.

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