Il Tirreno

Green pass, la rabbia degli esercenti «Serviamo caffè, non siamo mica vigili»

Chiara Sillicani
Green pass, la rabbia degli esercenti «Serviamo caffè, non siamo mica vigili»

Bruno Ciuffi: si sospendano le sanzioni ai locali. E Tni organizza un flash mob: daremo informazioni, i controlli li facciano altri

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Chiara Sillicani

MASSA. Sia chiaro: l’importanza dei vaccini e di una campagna vaccinale – ci tengono a sottolinearlo – loro non la mettono in dubbio, consapevoli che quella del vaccino sia l’unica strada per superare la pandemia. Contestano, invece, l’obbligo, con l’entrata in vigore del green pass, di controllare chi entra nei locali, di verificare che abbia “il passaporto vaccinale”, di accertare che quel passaporto sia stato effettivamente rilasciato a chi lo esibisce. Confcommercio i suoi dubbi li ha messi nero su bianco in una nota inviata al governo da cui – spiega – attende risposte. E se per le strutture ricettive il nodo è l’uniformità delle prescrizioni per evitare regole diverse per la prenotazione delle camere e l’accesso a ristorante o al centro benessere, sul fronte pubblici esercizi il tema sono i controlli.

Confcommercio non ha dubbi che quei controlli non li possano fare i titolari delle attività o loro dipendenti: «L’imprenditore deve svolgere il suo ruolo, non certo quello di pubblico ufficiale. Il controllo di un cliente, inoltre, richiede un lasso di tempo notevole. Ci sono attività a conduzione personale con uno o due dipendenti, ma a volte anche senza personale, che non possono permettersi di compiere questa operazione se non rischiando di paralizzare la propria attività. Non si può pensare che un pubblico esercizio debba assumere una persona per questo tipo di lavoro».

Bruno Ciuffi è il presidente di Confcommercio Massa. Ad ogni riflessione anticipa una premessa: «Il virus c’è purtroppo e se è vero che dovremo imparare a conviverci, è altrettanto vero che per conviverci, tutti dobbiamo sopravvivere. Anche ristoratori e pubblici esercizi. La campagna vaccinale è fondamentale per superare la pandemia, ma noi non possiamo diventare poliziotti o vigili urbani. Facciamo caffè non i controlli. La presenza di persone senza green pass in un locale comporta sanzioni per il titolare, la richiesta è che, almeno per un periodo, tali sanzioni vengano sospese consentendoci di adattarci alle nuove disposizioni».

Andrea Piccinini è direttore provinciale diTni Italia che per oggi ha promosso un flash mob in varie città tra cui la nostra (al Baraccone). Le argomentazione di Tni e di Piccinini non sono lontane da quelle di Confcommercio: «Da noi – è la sintesi del direttore – arriva un sì ai vaccini e un no al nostro ruolo di controllori».

«Sacrifici ne abbiamo fatti tanti, noi siamo l’accoglienza, non vogliamo respingere i clienti. Siamo pronti a fare la nostra parte, informando le persone sul fatto che nei ristoranti ci si può sedere al tavolo al chiuso solo se muniti di green pass – aggiunge Raffaele Madeo, portavoce di Tni Italia – Lo faremo con cartelli all’ingresso, inviando email ai clienti, pubblicando le novità previste dal 6 agosto sui nostri canali social. Non siamo però disponibili ad un’operazione di controllo. Quella la fanno le forze dell’ordine, i vigili. Noi vogliamo fare solo il nostro mestiere: i ristoratori». —© RIPRODUZIONE RISERVATA

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