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Un nuovo progetto per De Rosa tra poesia e musica controcorrente
Giacomo, il Dero, torna al lavoro in sala di registrazione dopo il successo del suo album “Segnali di Fumo”
il personaggio
Lontano dagli schemi e dalle mode i suoi testi sono un mix di ironia, mistero e liriche amorose. Sono confezionati senza fretta e volutamente ricercati a livello stilistico. Parliamo di Giacomo De Rosa il Dero, 38 anni, cantautore carrarese con la erre moscia. Per lui scrivere testi è un’esigenza, anche se in realtà per vivere fa il consulente finanziario, perché come dice lui: «oggi vivere della propria musica è impossibile». Cresciuto musicalmente con Battisti, Dalla, De Gregori, Gaber, Bob Dylan e i Beatles che gli sono rimasti nel cuore, scrive testi e musica delle sue canzoni mescolando questi grandi cantanti ai ritmi della musica brasiliana.
«Ho iniziato a scrivere i primi testi a 17 anni – racconta – e fin dagli esordi li ho caratterizzati con una venatura ironica che si sposa con quella lirica amorosa. Un dualismo che è sempre stato presente. Una delle canzoni a cui sono più affezionato è Ruggero. Parla di uno che ha la erre moscia, proprio come me». Giacomo è un artista ma per vivere deve fare il consulente aziendale: «Come dico sempre – prosegue – l’attività artistica oggi è diventata un hobby dispendioso. Per come si è evoluta la musica oggi è difficile viverci, a meno che non sia quella commerciale da discoteca. Vivere delle proprie canzoni è quasi impossibile e quindi gli artisti si reinventano insegnando, lavorando negli studi di registrazione o cose simili. Quelli che riescono a vivere della propria musica sono pochissimi». Tornando ai testi «l’ultimo disco è uscito nel 2020 e si intitola Segnali di Fumo - prosegue – in piena pandemia. L’album edito da Vinile Recording e con arrangiamenti di Marco Baracchino, è un disco cantautorale formato da testi un po’ ricercati e misteriosi. Un genere completamente diverso dal trend di mercato di oggi, dove la musica tende a semplificare drasticamente il linguaggio, troppo quotidiano per i miei gusti. Segnali di Fumo è un disco come quelli di una volta, con una ricerca a livello di testi e arrangiamenti, molto artigianale nel senso buono del termine, fatto con una cura del dettaglio estrema e con una certa ricerca formale nei testi. Un disco inattuale che va contro l’impostazione del mercato di dischi veloci e quotidiani». E a breve l’uscita del nuovo album: «Sto lavorando con Marco Baracchino – dice De Rosa – abbiamo ripreso i lavori dopo tutti gli stop imposti dal Covid. Abbiamo registrato le prime due tracce. A livello musicale ha un’impronta funky con atmosfere della musica francese, anglo-americana e brasiliana. Anche se poi la matrice è nostrana e riprende le influenze dei grandi cantautori della musica italiana. I testi parlano d’amore ma a modo loro, c’è lo sforzo di guardare in una direzione diversa con un linguaggio più ricercato a livello poetico». —
A.P.
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