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Stop alle auto in piazza Medicea Malumore dei commercianti
Critiche ai divieti imposti in occasione del Simposio di Scultura: «Così dimezziamo gli incassi. Sculture sì ma in altre zone della città»
FIVIZZANO. Chiude al traffico dei veicoli piazza Medicea tra il mugugno dei commercianti. È dei giorni scorsi la chiusura della storica piazza, cuore del capoluogo, per la manifestazione Simposio di Scultura, che durerà una decina di giorni. I divieti di transito non sono stati apprezzati da alcuni commercianti che hanno le loro attività nella splendida cornice medicea. Secondo i quali la manifestazione, invece di attirare gente, danneggerebbe le loro attività. «I negozi della piazza in questi ultimi anni – riferiscono alcuni – hanno già sofferto pesantemente per le restrizioni del Covid. Degli 11 esercizi che erano presenti, ben 4 hanno cessato l'attività, e chiudere la piazza ora significa dimezzare l'incasso della giornata. Sono anni che l'Associazione dei commercianti ripete alle varie amministrazioni che la chiusura degli spazi viabili non favorisce il commercio». E qui si apre la polemica: «I componenti della giunta, in prevalenza dipendenti di pubbliche amministrazioni, non conoscono il rischio di impresa, l'orario di lavoro, il sacrificio quotidiano della gestione di una propria azienda. Non sono venuti ad ascoltare i commercianti per chiedere un loro parere ma d'ufficio hanno imposto la chiusura».
Segue un suggerimento dei commercianti: «Se il turismo può essere un volano per l'economia, il Simposio di Scultura si poteva dislocare nelle varie piazze del capoluogo. In ogni caso prima regola della democrazia è ascoltare i propri cittadini che sono portatori di idee e di investimenti, che lavorano in quei luoghi e quelle piazze tutto l'anno per scelta o per necessità. Gli pseudo intellettuali passeggeri possono dare consigli , ma sono i residenti, gli abitanti stanziali, i commercianti , le giovani coppie, che sono portatori di interessi e amore per il loro territorio che devono essere ascoltati dalle amministrazioni pubbliche». —M.L.
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