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«Sì ai green pass, ma noi non siamo poliziotti»

Ivan Zambelli
«Sì ai green pass, ma noi non siamo poliziotti»

Le categorie economiche mettono le mani avanti sui controlli 

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Ivan Zambelli

massa carrara. Tutti d’accordo sulla sostanza, ma vanno chiariti molti ambiti di applicazione.

Si sta parlando ovviamente del green pass, il documento che attesta la vaccinazione, la guarigione o il tampone negativo, e che entrerà in vigore dal 6 agosto. Tale misura serve a dare un impulso decisivo alle vaccinazioni, mediante una serie di misure che limitano alcune attività e spazi al chiuso, come bar e ristoranti, palestre, musei, sagre, eventi, concorsi. Ed è una misura che sta facendo abbastanza discutere, non soltanto chi ne fa una battaglia ideologica ma soprattutto chi ne sarà interessato. E a far discutere non è tanto la ragione del provvedimento, quanto la sua concreta applicazione e le conseguenze. «Sul concetto siamo tutti d’accordo – dichiara Stefano Gazzoli presidente di Confesercenti – ma bisogna capire come applicarlo. Ne stiamo discutendo, perché ci sono alcuni aspetti ancora nebulosi». In primis chi dovrà controllare questi green pass. Sembra abbastanza certo che spetterà agli stessi esercenti e commercianti, i quali però non vogliono diventare controllori, come commenta Bruno Ciuffi, presidente di Confcommercio alle presi con gli stessi interrogativi: «Attendiamo delucidazioni, so che arriveranno. Però non possiamo trasformarci in poliziotti. Come con le autocertificazioni mi dovrò basare sulla fiducia, non sto a chiedere ulteriori documenti. Anche perché potrei trovare una persona che i documenti non li vuole esibire, e a quel punto dovrei mandarlo via, rimettendoci». Come già detto, le misure riguardano alcune attività e altre no. Ma non tutte sono a un’unica vocazione; come si domanda Gazzoli: «Come si devono comportare quelle attività dove la principale, come uno stabilimento balneare, non ha ricevuto limitazioni, mentre quelle secondarie, tipo il ristorante o il bar, si? Dobbiamo bloccare le persone in mezzo all’attività e dirgli questo puoi farlo e questo no? O nella veranda, chiedi ogni volta che entrano ed escono il green pass?». Analoga situazione si può trovare negli alberghi. «Per entrare in albergo non serve il green pass –spiega Sabrina Giannetti, presidente di Federalberghi della costa apuana – ma se una struttura ha sale per la ristorazione al chiuso allora si, deve chiederlo quando vi si accede». E questo potrebbe essere un non piccolo grattacapo per chi, ad esempio, ha prenotato a metà agosto un albergo con mezza o pensione completa. «Però – aggiunge – se l’hotel ha la possibilità di spazi esterni non c’è questo problema. La nostra fortuna è che in linea di massima gli alberghi della nostra zona hanno giardini, e questo consente di superare il problema».

C’è poi il dilemma dipendenti che lavorano in sala ma che non hanno il green pass. Questo è uno dei principali aspetti da chiarire, anche se Ciuffi tranquillizza dicendo che «nel decreto non si dice che i dipendenti devono avere il green pass. Ma bisogna comunque procedere in questa direzione, perché diventerà una cosa importante». Ciò che è abbastanza prevedibile, è che meno persone andranno nei luoghi ad accesso limitato; ne è consapevole Lino Marcuccetti, responsabile del centro storico di Massa per Confesercenti: «Al momento i clienti preferiscono stare fuori, però in tanti non hanno spazi esterni. E perderanno clienti, sicuramente i giovani che non hanno ricevuto la prima dose ma sono una grande fetta dei consumatori». In attesa del 6 agosto, le categorie interessate attendono delucidazioni per capire come comportarsi. Sperando che nel frattempo si riduca la forbice dei non vaccinati, che non sono solo i no vax è gli incerti, ma chi riceverà la prima dose ad agosto o settembre. Sulle nuove norme ha detto la sua anche Federico Bertilorenzi, della discoteca Beach Club al Cinquale, settore particolarmente colpito dalle chiusure che persistono: «Per fortuna ci danno la possibilità di continuare a fare attività di ristorazione, bar e pub. Sperando sempre in ristori che limitino le perdite». —© RIPRODUZIONE RISERVATA

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