Il Tirreno

il patrimonio dimenticato 

Un futuro per il “Fortino” Ambientalisti mobilitati

Luca Santoni
Un futuro per il “Fortino” Ambientalisti mobilitati

L’antico telegrafo ottico nella pineta di via Garibaldi è da tempo in abbandono Italia Nostra lancia una campagna per recuperarlo, assieme a tutta la zona

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cararra. Un vero e proprio assedio al “Fortino” di Marina di Carrara quello organizzato da Italia Nostra Apuo-Lunense lo scorso mercoledì. L'appuntamento, il primo di tanti altri che l'associazione intende tenere sul territorio, ha avuto lo scopo di puntare i riflettori sul destino della storica struttura circolare in pietra, vecchia di oltre due secoli, presente nella pineta in via Garibaldi, vicino al campo dei Pini, altro obbiettivo sensibile che Italia Nostra intende salvare dalla cementificazione.

«Iniziamo in questo luogo una campagna volta a sensibilizzare i cittadini ai tanti problemi di Marina di Carrara, la più abitata fra le frazioni di Carrara», ha spiegato Emanuela Biso, la presidente di Italia Nostra Apuo-Lunense. «Il “Fortino” è uno degli edifici più antichi di Marina ed è anche di proprietà privata, con un tetto che crolla per l'età e con una lamiera davanti all'ingresso con su scritto “Affittasi”. È comunque protetto dalle Belle Arti. Noi chiediamo che venga recuperato, così come il campo di calcio dei Pini». Quello che la vulgata chiama “Fortino” è stato in realtà un telegrafo ottico, messo in funzione in epoca napoleonica. Sul modello delle torri telegrafiche francesi, esisteva una lunga serie di postazioni, distanti ognuna circa 9-10 chilometri dall'altra, che dalla Francia scendevano lungo la costa italiana. Il metodo si basava sull'utilizzo di lunghi alberi di nave con i quali gli operatori potevano mimare la segnaletica delle bandierine della marina.

Sono intervenuti Mario Venutelli ex presidente di Italia Nostra Apuo-Lunense, gli storici Pietro Di Pierro e Beniamino Gemignani, Bruno Giampaoli presidente di Italia Nostra sezione Massa-Montignoso e l’ambientalista Riccardo Canesi il quale ha commentato: «È un peccato vedere non valorizzata questa struttura. Sarebbe importante, se riuscissimo a trovare una combinazione tra Italia Nostra, cittadini, Comune e proprietà per fare in modo che questa situazione possa migliorare, magari con la collocazione di un cartello che spieghi cos'era questo edificio. L’iniziativa di Italia Nostra, con la quale collaboro con piacere, è proprio nel riscoprire questi luoghi e cercare di difendere il territorio da futuri misfatti. Siamo vicini a un campo dei Pini, nel quale l’aAmministrazione vuole spostare le scuole di via Marco Polo. A me sembra una follia. Le scuole in via Marco Polo sono inserite in un polmone verde bellissimo. Cerchiamo di ampliarle, migliorarle, restaurarle e mi sembra assurdo portarle in un viale a mare di fronte ad un'entrata di un porto su una strada di scorrimento. Inoltre Marina, con 20mila abitanti, non avrebbe neanche un campo di calcio. I nostri figli dove andranno a giocare? Marina ha una storia piccola, ma dignitosa, nella marineria italiana. Perché non dedicare un angolo, magari all'Istituto Nautico, dove poter raccontare la storia della nostra marineria. Non dico di fare un museo, visto che abbiamo un'inflazione di musei e non ce n'è uno che funziona. In Italia è difficile trovare altre città, dove convivono una cultura “montanara” e una marinara come Carrara», ha concluso Canesi. Emanuela Biso ha voluto manifestare le condoglianze di Italia Nostra nei confronti della famiglia del lavoratore morto nell'area industriale di Viale Zaccagna. —

Luca Santoni

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