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I socialisti a Martinelli «Ha memoria corta»
Sotto accusa i numeri e le scelte sul lapideo Buselli: «Adesso fa il difensore d’ufficio del sindaco»
carrara. «Numeri farlocchi e memoria corta». Leonardo Buselli, segretario del Psi a Carrara, non le manda a dire al vicesindaco e assessore Matteo Martinelli in tema di politiche per il marmo in città. «Attendevamo una risposta chiara del sindaco De Pasquale in merito alle sue continue giravolte in materia di cave, di beni estimati e di pluricentenari privilegi scomparsi in un battito di ciglia, mentre ci troviamo a prendere atto della verbosa risposta del vicesindaco Martinelli, nonché assessore al marmo e alle società partecipate che, dismesse le vesti di pallido sceriffo delle cave, si traveste da difensore d’ufficio del primo cittadino» tuona Buselli. Per il quale De Pasquale «concede nuove opportunità di allungamento delle concessioni in cambio della promessa di modesti oboli» . Per i socialisti il vicesindaco Martinelli «si limita a fare il ragioniere senza chiarire se le cave le dovranno davvero lavorare in futuro i dipendenti comunali, magari quelli più ostici ai loro deliri per cui risponde a se stesso forse tratto in inganno dalla loro badante della comunicazione». Come afferma Buselli «Martinelli tralascia il recente episodio della bocciatura al Tar della tassazione “blocco per blocco”, inventata dalla giunta grillina e dall’assessore al marmo e respinta per la mancata partecipazione delle aziende nella definizione del provvedimento. In tribunale, evidentemente le leggi ad essere applicate a dispetto di “uno vale uno” e, con una bocciatura irrimediabile dell’atto “politico” dell’assessore Martinelli, la rivoluzione si è trasformata in semplice presunzione».
Poi aggiunge: «In merito al gettito della tassazione del marmo Martinelli cita dati relativi addirittura al 2011, cioè prima dell’entrata in vigore delle tariffe adottate nel 2016 dall’amministrazione Zubbani e grazie alle quali le entrate sono garantite dalle scelte di “quelli di prima” perché “quelli di oggi” sono stati presi a sberle in tribunale. Confonde la “richiesta” di tasse con l’effettiva riscossione e dimostra di non avere percezione della differenza che intercorre fra anno e semestre confrontando dati non comparabili fra il 2011 e il 2021 senza tenere conto delle tariffe sui blocchi approvate nel 2016, applicate dal 2017, e tutt’ora vigenti tanto che, già dal 2016 erano state previste entrate dalla tassazione del marmo, per 27 milioni di euro: la cifra della quale si vanta oggi il prode ragionier Martinelli, in proiezione, per l’anno corrente. Attendiamo comunque, con fiducia, che l’assessore al marmo risolva il problema dei fossi demaniali che rischiano di far chiudere diverse cave». —
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