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il lutto 

Addio a Ubi, il maestro di tennis che era poeta

C.S.
Addio a Ubi, il maestro di tennis che era poeta

Personaggio conosciutissimo a Massa, era stato usciere in Comune. Amava declamare i suoi versi e cantare

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massa. Ci sono persone, volti, vite che sono quasi patrimonio collettivo. Così Massa senza di lui, senza i riccioli biondi di Ubi, senza le sue polo bianche da tennista, senza i suoi versi, non sarà più la stessa. Se n’è andato domenica notte Umberto Bordigoni, per tutti Ubi.

Aveva 75 anni e da qualche tempo non stava bene: da un lungo periodo non si vedeva più a passeggio in centro, come faceva di solito, non sull’autobus, o seduto ad un tavolino del bar a comporre poesie o a leggerle a chi aveva voglia di dedicargli qualche minuto.

Ubi, per anni usciere in Comune, da giovane aveva fatto il maestro di tennis e il suo look era rimasto quello di chi è abituato ai campi di terra battuta. Pantaloni morbidi in cotone bianco, polo candida, scarpe rigorosamente da tennis, golf girocollo nei giorni più freddi e, nelle giornate di sole, il cappello di paglia.

Marinello, da ragazzo aveva vissuto nella piccola casa nel cortile della scuola di via Casamicciola. In quella scuola, infatti, la sorella Alma negli anni ’60, è stata bidella. A quella zona Umbi è sempre rimasto legatissimo e spesso era facile incontrarlo proprio in via Casamicciola. Spesso, invece, intratteneva i massesi sul bus, per raggiungere il centro.

Nell’agosto del 2005, annunciando a Il Tirreno che avrebbe partecipato alla trasmissione Rai “I raccomandati”, raccontò la sua vita e la sua filosofia. Spiegò che amava la canzone “La più bella del mondo” di Don Marini e che quella avrebbe cantato sulla rete nazionale: «È una canzone semplice – spiergava – dolce e romantica».

Spesso a spasso con il suo immancabile taccuino, Umberto scriveva e recitava le sue poesie. Molte dedicate alla semplicità del vivere e alla solitudine. Proprio “solitudine” si intitolava una delle sue poesie più belle, composta nel 20029. La prima parte di quella poesia recitava : Esiste/una solitudine/tragica/che mi assale, /che ci assale, /che è difficile/da accettare, /che è difficile / scacciare / perché abita /in fondo al cuore. /Così mi sento, /così ci si sente: /sperduto, /sperduti.

Ieri la notizia della sua morte ha lasciato sconvolta l’intera città, in decine sui social hanno salutato Ubi, lo hanno ricordato con una fotografia, con un video in cui canta con passione, con i versi che amava regalare. Massa è oggi una città più triste e meno poetica. — C.S.
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