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il caso serinper 

Rifondazione: «Frasi sessiste e volgari, solidarietà a Bellé»

Rifondazione: «Frasi sessiste e volgari, solidarietà a Bellé»

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massa. In attesa delle decisioni del giudice sui rinvii a giudizio relativi al primo filone dell’inchiesta Serinper, attese per lunedì prossimo, non mancano le reazioni politiche a quanto negli ultimi giorni è emerso intorno alla gestione dei centri per bambini e madri in difficoltà e dei rapporti che la cooperativa intratteneva con gli enti locali e i funzionari della pubblica amministrazione che a vario titolo appaiono nell’ampia documentazione messa insieme dagli inquirenti.

Nel merito della vicenda in queste ore interviene anche Rifondazione Comunista di Massa Carrara. «Le parole volgari, minacciose e sessiste espresse da alcuni indagati della vicenda Serinper riportate dalla stampa locale ci portano a esprimere la nostra piena solidarietà alla dottoressa Nadia Bellè – scrivono i rappresentanti del partito – . La giustizia farà il suo corso e verranno accertate le responsabilità penali nelle sede opportune, ma il Partito della Rifondazione Comunista di Massa Carrara ritiene eticamente e umanamente molto gravi le invettive violente e sessiste nei confronti di una dirigente comunale che ha avuto la sola colpa di fare il suo mestiere e non inchinarsi alle pressioni di politici che invece, a quanto riportato dagli inquirenti, erano molto propensi a violare norme e comportamenti per interessi strettamente personali. Ancora una volta abbiamo la prova di quanto oggi certi rappresentanti dei cittadini rappresentano il bus sul quale salgono gli interessi del profitto (in questo caso del profitto sulla pelle di deboli, immigrati, bambini) che non guardano in faccia a nessuno, neppure alla sofferenza altrui. Lo scenario che emerge è quello di un degrado culturale profondo, umanamente intollerabile, che porta a mettere le disgrazie altrui al servizio del guadagno personale e dei propri interessi, dove il rispetto per le persone sparisce e chi si "permette" di mettersi di traverso viene appellato come "zoccola".Non intendiamo fare sconti a nessuno, politici e non, su questa brutta storia, sulle responsabilità del "mondo di mezzo" che sta infangando la reputazione di molti operatori e operatrici del settore che invece mettono nel loro lavoro la passione e la professionalità dovuta». —

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