Il presidio
Oltre 200 sui monti per dire no alla distruzione delle Apuane
carrara. “Carsica”, l’evento di Athamanta, ha chiuso la sua tre giorni con oltre 200 partecipanti «per dire stop alla distruzione delle montagne». Tre giorni di «autoformazione», di «consapevolezza», di tavoli di lavoro e di «cammino esplorativo tra le vie di cava», per prendere in prestito le parole dell'organizzazione che stima i partecipanti alla manifestazione dello scorso fine settimana oltre a quota 200, tra i quali molti da fuori zona arrivati appositamente a Campocecina. «È la prima volta nella storia di Carrara che oltre 200 persone da tutta Italia vengono per vedere e toccare con mano la devastazione delle cave di marmo nelle Alpi Apuane. Dalle piane di Campocecina il disastro si estende a vista d’occhio: montagne distrutte, tagliate, con alcune cime decapitate, polverizzate e talvolta abbandonate. Un paesaggio che, superata la sensazione di stupore, lascia spazio a orrore e profonda tristezza per il deturpamento di una natura spezzata e abbandonata con violenza e totale indifferenza. Noi non siamo indifferenti, è l’ora che tutti e tutte prendano coscienza di questa devastazione», spiegano da Athamanta su un'iniziativa fatta di un corposo programma, a partire dalla tavola rotonda (“Lavoro-salute-ambiente: decostruire la narrazione dominante”), dall'escursionismo e dall'alpinismo,passando per la “marcia contro la devastazione” fino ai piedi del monte Sagro per arrivare alla giornata conclusiva con gli appuntamenti di fatto confluiti nella manifestazione indetta dall’associazione Apuane Libere.
«La discussione è ruotata attorno alla falsa mitologia che vuole farci credere che il diritto al lavoro sia contrapposto alla tutela di ambiente e salute – ripercorrono sull'incontro inaugurale –. La sfida oggi è ribaltare questa mitologia e trasformare quella che è percepita come una contrapposizione, in una saldatura tra lotte che sono imprescindibili l’una dall'altra. I lavoratori e le lavoratrici sono i primi a subire le conseguenze di attività nocive e non sostenibili, basti pensare al numero di morti e infortuni che accadono ogni anno nel nostro territorio a causa di un sistema che devasta le Alpi Apuane a ritmi sempre più veloci che hanno come unico obiettivo quello di aumentare i profitti dei grandi imprenditori. Il tutto mentre i posti di lavoro continuano a diminuire di anno in anno».
«In questa fase storica cruciale per l’umanità siamo chiamati tutti a difendere con responsabilità quelle che sono le basi stesse della nostra vita. A difendere il territorio che abitiamo, la natura che ci ospita, l’acqua che beviamo, le comunità di cui siamo parte. Abbiamo bisogno di immaginare e costruire un mondo che metta al centro il vivente e non l’economia, la rigenerazione e non l’accumulazione di profitto che lascia solo distruzione del territorio», chiosano da Athamanta.
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Luca Barbieri
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