Il presidio
Vaccini, la provincia fa il record di dosi Ma il 13% dei 70enni non si è vaccinato
L’Asl: primi in azienda per somministrazioni. E campagna informativa mirata a chi non vuole la somministrazione
Chiara Sillicani
MASSA carrara. Un zoccolo duro, anche tra gli over 60, c’è: persone che alla vaccinazione hanno deciso di non sottoporsi. E sul fatto che si tratti di una decisione consapevole l’azienda sanitaria non ha dubbi perché – sintetizza la dottoressa Antonella Tomei, responsabile Asl del coordinamento vaccinale – chiunque, ancor più fra gli over 60, voglia sottoporsi alla vaccinazione, è stato messo nelle condizioni di farlo. Non una percentuale altissima quella di chi ha detto “no” alla somministrazione, ma in ogni caso una porzione di popolazione che l’Asl ha tutta l’intenzione di intercettare. Con una campagna informativa in primis: «Questo è un tema a cui – spiega la dottoressa Tomei – l’Asl è sensibilissima tanto da aver fatto, in un recente incontro, il punto per definire una campagna informativa che raggiunga i non vaccinati, soprattutto nelle fasce più a rischio».
Certo – e l’Asl lo mette in conto – c’è anche chi il vaccino ha tutta l’intenzione di farselo, ma, contando sulla frenata estiva del contagio, sceglie di posticipare la somministrazione all’autunno per assicurarsi piena copertura durante l’inverno: «A livello psicologico – ricostruisce la dottoressa – in questa fase il senso di sicurezza, di fronte al calo dei contagi, è maggiore. Molti quindi rimandano a l dopo estate la vaccinazione. Ma noi – sintetizza – proprio non molliamo».
Uno zoccolo duro, dicevamo, ma il grosso della popolazione apuana ha detto sì alla vaccinazione. Il numero di persone che hanno ricevuto la prima dose aumenta proporzionalmente all’età (vedi tabella accanto). Se “solo” il 37,4 percento delle persone tra i 40 e 49 anni ha ricevuto la prima dose nell’area di costa (33,5 percento in Lunigiana), il dato si impenna nel decennio successivo che vede vaccinato (almeno con una prima dose) il 71,7 percento della popolazione (64,5 in Lunigiana) fino al picco tra i soggetti più deboli, quindi più a rischio: gli over 80. Sulla costa, tra chi ha già spento le candeline, ha ricevuto almeno una dose – ma molti hanno già la seconda – l’ 89,6 percento. La Lunigiana, sul fronte dei più anziani, forse anche per la presenza di numerose Rsa, supera la costa con una percentuale pari al 91,1.
Tra la popolazione più giovane emerge che si sono vaccinati di più i trentenni, nella fascia 30-39, che i quarantenni, nella fascia 40-49. Altro dato: una percentuale più alta di vaccinati (anche in questo caso ci riferiamo alla prima dose) nei tre comuni di costa che in Lunigiana. Differenze molto lievi e legate probabilmente – ipotizza la stessa dottoressa Tomei – ad aspetti geografici. Alla maggiore dispersione sul territorio: «Si tratta – sintetizza Tomei – di differenze così lievi tra costa e Lunigiana da risultare impercettibili. Siamo molti soddisfatti dei risultati nella provincia apuana che è la prima nell’ambito aziendale per dosi somministrate». Sulla costa sono state somministrate, infatti, 90.744 dosi e 53.814 cicli completi cui si aggiungono le 22.860 in Lunigiana (15.011 cicli completi in cui rientra anche il monodose). Da nessun altra parte, sul territorio Asl, così tante dosi, conferma della operatività del centro di Marina di Carrara che ha accolto anche pazienti da fuori provincia. Sulla costa ha avuto almeno una doseil 58,75 percento della popolazione e il 34,7 ha fatto il ciclo completo, assicurandosi l’immunizzazione. In Lunigiana avuto almeno una dose il 57,8 percento della popolazione, il 35,3 ha ricevuto la seconda.
Sul fronte sanitari: le persone soggette ad obbligo vaccinale in Asl (il dato disaggregato per provincia non è disponibile) sono 7mila di cui 850 non ancora vaccinate. Molte – spiega l’azienda – perché impossibilità e non per mancanza di volontà. In questi giorni sono state tutte contattate per lettera e via pec. —© RIPRODUZIONE RISERVATA
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