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in tribunale 

Movida, la questura presenta il conto ai ventuno giovani carraresi imputati

Melania Carnevali
Movida, la questura presenta il conto ai ventuno giovani carraresi imputati

La polizia ha chiesto il risarcimento per l’auto di servizio danneggiata e per i giorni di assenza dei sei agenti feriti

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Melania Carnevali

carrara. Non si è costituita parte civile, ma la questura di Massa ha comunque presentato il conto ai 21 giovani coinvolti nei disordini di Marina di Carrara il 23 agosto dello scorso anno, per i danni provocati all’auto di servizio e per i giorni in cui i sei agenti feriti non hanno potuto lavorare. Il conto è di circa 12 mila euro: tremila per la macchina e i restanti per le assenze. E a questi si aggiungono i soldi che la maggior parte degli imputati dovrà versare, o ha già versato, direttamente agli agenti, a titolo di risarcimento danni.

È vincolante per la messa alla prova, modalità alternativa di definizione del processo mediante la quale è possibile arrivare al proscioglimento per estinzione del reato nel caso in cui il periodo di prova concluda con esito positivo. In una prima fase, erano 17 gli imputati che avevano chiesto la sospensione del processo per la messa alla prova. Nell’udienza di ieri sono scesi a 16 (uno ha preferito l’abbreviato).

Sette hanno già risarcito, per altri sette sono in corso le trattative con l’avvocato difensore delle parti offese, Claudia Volpi. Per tutti, comunque, i programmi della messa alla prova (cioè il tipo di lavoro utile che dovranno svolgere e la durata) verranno stabiliti nella prossima udienza, il 4 novembre, se tutti avranno risarcito.

Quel giorno, il giudice Marta Baldasseroni deciderà anche quando discuterà i riti abbreviati per i quattro giovani che lo hanno scelto: Lorenzo Simonini, Marco Lenzi, Massimiliano Nicoletti e Tommaso Bigarani, accusati di violenza o minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, i primi due anche di lesioni. Il legale di Bigarani ha chiesto l’abbreviato condizionato alla visione del filmato girato quella notte a Marina.

Il pubblico ministero Alessia Iacopini (che a settembre lascerà la procura di Massa e passerà quindi il fascicolo a uno dei nuovi magistrati) ha chiesto come controprova di sentire le persone che hanno individuato i responsabili, cioè gli uomini della scientifica del commissariato di Carrara. Solo un giovane, Paolo Corciolani, accusato di violenza o minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, ha chiesto la discussione dell’udienza preliminare.

I fatti, come detto, risalgono alla notte dello scorso 23 agosto e tutto è successo nella zona della movida. Secondo la procura, che ha ricostruito i fatti grazie anche alle immagini delle telecamere di videosorveglianza e dei numerosi telefonini puntati su via Rinchiosa, i giovani avrebbero prima inveito contro gli agenti che erano intervenuti per sedare una rissa, poi avrebbero iniziato a lanciare oggetti di ogni tipo: bicchieri, sostanze liquide, pietre e anche una bottiglia di vetro finita poi sul volto di un agente. C’è chi poi avrebbe cercato di togliere lo sfollagente ai poliziotti e chi avrebbe cercato di impedire che le volanti se ne andassero, accerchiando le auto e tenendo le porte aperte.

Le accuse vanno da oltraggio, resistenza e violenza o minaccia a pubblico ufficiale a lesioni, danneggiamento e, per uno di loro, anche ricettazione per un paio di guanti rubati, da qualcuno mai identificato dagli inquirenti, a un agente di polizia e poi pubblicati su una storia Instagram con tanto di messaggio: «Regalo guanti da infame».

Gli imputati che hanno chiesto la messa alla prova sono: Alessandro Gramegna, Johnny Ghio (difeso dall’avvocato Giuseppe Del Papa), Christian Cerreta, Valentina Agnesini, Angelo Caiazzo, Omar Benhjla, Veronica Riccardi, Ciro Enrico Di Tella, Matteo Del Padrone, Federica Morelli, Elia Pedrazzi, Lorenzo Baldoni, Matteo Dorando Dell’Amico, Matteo Farfai, Lorenzo Arcolini, tutti accusati di violenza o minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.

Gramegna, Ghio, Cerreta, Agnesini, Caiazzo, Nicoletti, Benhjila, Riccardi, Di Tella, Del Padrone, Morelli e Pedrazzi sono accusati anche di lesioni. Cerreta e Baldoni invece di danneggiamento, Benhjla di ricettazione e Dell’Amico di oltraggio a pubblico ufficiale. —

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