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La minoranza sulla Giromini: in otto mesi, nessun progresso

Luca Barbieri
La minoranza sulla Giromini: in otto mesi, nessun progresso

Due i fronti messi nel mirino dai consiglieri sull’istituto di Marina chiuso dal 2016, i finanziamenti e i tempi del cantiere: «Il rischio è che i costi dei lavori lievitino»

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Luca Barbieri

carrara. «Persi 400 mila euro, rinunciato a quasi un milione e solo dieci giorni di lavori in otto mesi di tempo con il rischio di costi aumentati». Insieme per Carrara torna in consiglio comunale su quella che definiscono «la telenovela della Giromini».

Due i fronti messi nel mirino sull’istituto di Marina di Carrara, chiuso dal 2016 e al centro di lavori, dai consiglieri di minoranza Gianenrico Spediacci, Andrea Vannucci e Dante Benedini: i finanziamenti e i tempi del cantiere per scongiurare il rischio di veder lievitare la cifra necessaria a metter mano alla scuola marinella. L’attuale amministrazione, ricordano, «ha ereditato un progetto di adeguamento del corpo principale della scuola dall’amministrazione precedente. Tale progetto prevedeva la ricostruzione della parte più vecchia con tanto di finanziamento assegnato dalla Regione Toscana per 400 mila euro», ma – insistono – l’amministrazione pentastellata «ha dormito su questa importante opportunità per mesi al punto che sono scaduti i termini e la Regione ha revocato il finanziamento».

«Anziché porre rimedio al danno e riproporlo per l’anno successivo, hanno pensato bene di nascondere la loro colpa dicendo che quel progetto non andava bene e che servisse uno migliore che riguardasse tutto l’edificio piuttosto che una sola parte. Come se non fosse possibile fare l’intervento a lotti e sfruttare il lavoro già predisposto con tanto di finanziamento regionale a fondo perduto. È stato quindi pagato profumatamente un nuovo progetto, con aria condizionata e luci a sensori, per un importo vicino a 3 milioni di euro», scrivono.

C’è di più, sostengono: «Il Comune ha avuto la brillante idea di mettere a gara quel progetto nella prima metà dello scorso anno. Evidentemente sapendo che i lavori sarebbero durati circa un anno e mezzo hanno accelerato i tempi per fare in modo che l’opera finita potesse essere consegnata prima delle prossime elezioni. Quindi il brusco risveglio dopo la lunga dormita che ci ha fatto perdere il finanziamento, ha comportato che il Comune non abbia potuto nemmeno partecipare al nuovo bando che la Regione predispone nel mese di ottobre che come sempre è destinato solo ai progetti non ancora andati a gara». E si arriva al dialogo tempi-cantieri: «Oggi dopo quasi otto mesi dalla consegna dei lavori si è fatto poco più di nulla. L’unica cosa che si vede è l’abbattimento del corpo centrale dell’edificio che comporta un’attività di circa dieci giorni. Ci domandiamo per quale motivo si sia perso così tanto tempo e di chi sia la colpa visto che il cantiere è stato allestito per tempo e i lavori sono partiti di fatto soltanto da dieci giorni. Ci risulta che il Comune non abbia sgombrato l’edificio per tempo e non abbia provveduto a liberare la parte da demolire da alcuni impedimenti elettrici. La nostra preoccupazione risiede nel fatto che, essendosi così dilatati i tempi, l’appaltatore potrebbe rivendicare chissà quali e quanti aumenti di prezzi di fronte a un Comune debolissimo che dovrà scegliere se accettarli o ritardare ulteriormente i lavori». E chiosano: «Alla faccia del fatto che questa amministrazione si è presentata come quella che avrebbe messo la scuola al centro delle priorità». —

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