Al largo rischiano di annegare, li salvano i cani bagnino
massa. La fortuna di avere un cane addestrato in determinate situazioni di pericolo, è che l’animale ti consente di superare i tuoi limiti, si integra con te e ti consente di arrivare all’obiettivo. Che in questo caso è il più prezioso di tutti: la vita umana. Domenica pomeriggio, sulla spiaggia libera di Forte dei Marmi si sono respirati attimi di paura: un cinquantenne e un trentenne, proprietari di un autolavaggio a Marina di Massa, mentre facevano il bagno, hanno rischiato di annegare. Ed è solo grazie alla prontezza e all’addestramento di uomini e cani che possono ricordare con quegli istanti soltanto con paura. Soprattutto il cinquantenne, infatti, se l’è vista brutta: nonostante il mare piatto, è finito in una buca; non sapendo nuotare è andato giù e ha iniziato a bere, non riuscendo a respirare e rischiando di annegare. Fortuna ha voluto che il suo familiare se ne accorgesse subito e iniziasse a urlare, chiedendo aiuto. Erano a circa 70 metri dalla spiaggia, quando sono entrati in azione in cani bagnino della Sics (Scuola italiana cani da salvataggio) di Firenze: i golden retriever Brando (col suo conduttore, il fucecchiese Sandro Petrillo) e Beatrice (con il pratese Gabriele Casini) si sono fiondati in acqua, portandosi dietro due salvagente. Il cinquantenne aveva già bevuto molta acqua, mentre il più giovane era andato nel panico. Il conduttore di Beatrice si è attaccato al suo cane e ha condotto l’uomo a riva; e Brando, insieme al suo conduttore, ha fatto la stessa cosa con il più giovane. In appoggio è giunta anche Thea, con la sua padrona, la livornese Sabrina Macera. Da riva suo marito – il livornese Mario Peria – ha chiamato il 118 e attivato la macchina dei soccorsi: «Il cinquantenne – racconta Petrillo – aveva bevuto tantissimo, l’ossigenazione che stava scendendo e se fossimo arrivati 30 secondi dopo non so come sarebbe andata a finire; per fortuna il lavoro di squadra ha fatto la differenza». Così come l’aiuto dei bagnini a quattro zampe: «Sono locomotive, motori intelligenti che ti aiutano. Non è facile dopo aver corso per 70 metri fare il viaggio di ritorno verso la battigia e in questo il cane fa la differenza tra il salvare o meno una persona. Oltretutto una volta a riva non sai in quali condizioni il recuperato si troverà, ti può capitare di dovergli praticare le manovre di salvataggio. Ma i soccorsi sono arrivati velocemente e l’uomo è stato portato in pronto soccorso. È stato bello sapere che la persona che avevamo salvato era fuori pericolo». Il servizio sulla spiaggia libera è svolto in collaborazione con la cooperativa dei bagnini Open Service e prevede una postazione integrata con l’utilizzo di unità cinofile di salvataggio nautico. I cani coinvolti sono golden retriever, adatti per questi compiti per la loro resistenza ed intelligenza. Per Brando si tratta del terzo salvataggio. —
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