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Un direttore sanitario per la Lunigiana: l’appello unitario parte da Pontremoli
Il consiglio comunale all’unanimità chiede più autonomia per gli ospedali dell’entroterra oggi “accorpati” al Noa
pontremoli. La sanità della Lunigiana deve essere potenziata. E per potenziarla bisogna, anche, che sia guidata da un direttore “autonomo”. Non come adesso che la direzione comprende sia gli ospedali di costa (Noa e Monoblocco), sia quelli lunigianesi di Fivizzano e Pontremoli. È partendo da questa considerazione che il consiglio comunale di Pontremoli all’unanimità (in questa battaglia la minoranza di centrosinistra e il centrodestra hanno marciato uniti) chiede alla Regione Toscana l’istitutzione di una Unità operativa complessa (Uoc) per la direzione di presidio dell’ospedale di Fivizzano e Pontremoli. Spiega il capogruppo della maggioranza Jacopo Ferri: «Ci rivolgiamo in particolare all’assessore regionale al Diritto alla salute Simone Bezzini e alla direttrice dell’Asl Letizia Casani e chiediamo che la nostra proposta venga discussa e approvarla quanto prima possibile in consiglio regionale.
Il documento che verrà mandato in Regione, con la firma anche della sindaca Lucia Baracchini, parte dall’assetto attuale della sanità provinciale: la Società della Salute, con un proprio direttore per il territorio lunigianese; un ospedale ad alta complessità (Noa), un centro polispecialistico con posti letto di degenza (monoblocco di Carrara) e un centro per pazienti Covid presso l’ex ospedale di Massa, con un unico direttore di Presidio ospedaliero Apuane e Lunigiana, che ha la funzione e la responsabilità di dirigere tanto le strutture ospedaliere di costa quanto quelle di Pontremoli e di Fivizzano. Per sostenere poi che «al fine di garantire il buon andamento, l’efficacia, l’efficienza e l’economicità dell’organizzazione della rete ospedaliera, sia indispensabile istituire un’autonoma direzione di presidio competente per il territorio lunigianese». Tale riorganizzazione, si argomenta ancora, « consentirebbe, da un lato, di ridurre il carico di responsabilità, oneri e competenze in capo all’unica direzione di presidio ospedaliero allo stato istituita, e, dall’altro lato, garantirebbe adeguata attenzione alle specificità della Lunigiana».
Anche la gestione dell’emergenza Covid, dicono i consiglieri, «ha palesato una difficoltà oggettiva di coordinamento e ottimizzazione di investimenti e scelte organizzative, andando a finanziare posti letto astrattamente destinati a pazienti Covid al monoblocco di Carrara, salvo poi trasformarli a cure intermedie per pazienti “no Covid” e, allo stesso tempo, destinare pazienti Covid a una struttura della Lunigiana che non ha ricevuto alcun finanziamento destinato a tal fine» Ce ne è abbastanza, dunque per chiedere che venga istituita la figura del Direttore sanitario del presidio ospedaliero della Lunigiana, «dotata di autonomia finanziaria e gestionale, che operi in stretto collegamento con la Conferenza dei Sindaci della Zona Lunigiana così come già accade per la Società della Salute che ha rappresentato nel tempo un modello adeguato di gestione. E che, dunque, la direzione sanitaria della Lunigiana non sia più dipendente dalla direzione di presidio ospedaliero Apuane. —C.F.
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