Meteo
Licenziata per una condanna, docente di religione reintegrata
L’insegnante aveva ricevuto una pena di 15 mesi per spaccio di stupefacenti Il giudice del lavoro: «Le era stato concesso il beneficio della non menzione»
Massa. Era stata esclusa dalle graduatorie provinciali per le supplenze fino al 2022 e, di conseguenza, era stata licenziata sia dal liceo classico Rossi di Massa dove insegnava religione, sia all’istituto Barsanti dove invece era insegnante di sostegno, per una vecchia condanna per detenzione e cessione di sostanze stupefacenti che, secondo il ministero dell’istruzione, doveva dichiarare al momento dell’iscrizione nella graduatoria.
Il giudice del lavoro del tribunale di Massa, Augusto Lama, l’ha reintegrata sostenendo che, dal momento che l’insegnante aveva ottenuto il beneficio della non menzione della condanna nei certificati del casellario giudiziale, aveva tutto il diritto di non citarla. Perché questa è proprio la finalità del beneficio della non menzione. Inoltre «tenuto conto della durata di cinque anni del periodo di sospensione della pena e del conseguente effetto estintivo del reato – si legge nella sentenza del tribunale di Massa –, se il condannato non commette, nel periodo di tempo suddetto un nuovo reato, è da concludere che il delitto per il quale la ricorrente fu a suo tempo condannato, risulta ormai da lungo tempo estinto». Come in questo.
La docente è stata condannata dal tribunale di Pisa per spaccio 23 anni fa, il 2 dicembre del 1998, a quindici mesi di reclusione e quattro milioni delle vecchie lire con il doppio beneficio della sospensione condizionale della pena e la non menzione della condanna. Sentenza diventata definitiva poi nel 2000, 21 anni fa. Da allora nessuna macchia sulla fedina penale. La domanda per l’iscrizione alle Gps della provincia, sia per posti comuni sia per sostegno, l’ha presentata lo scorso luglio, e a novembre era stata assunta come insegnante di religione, per nove ore settimanali, al liceo classico di Massa. A gennaio aveva ottenuto anche una supplenza nel sostegno all’istituto Barsanti.
Tutto annullato con un decreto dell’ufficio scolastico provinciale che, dopo i controlli di routine al casellario giudiziario, ha espulso la docente dalle graduatorie del 2020-2021 e del 2021-2022. Secondo il giudice del lavoro Augusto Lama, «la non menzione ha la funzione di favorire la risocializzazione del reo, obiettivo addirittura di rilievo istituzionale, evitando di compromettere il suo reinserimento nella vita sociale e nel lavoro, mediante l’eliminazione del pregiudizio che lo stesso potrebbe subire dall’annotazione della condanna sul certificato del casellario giudiziale, finalità che non può che prevalere nettamente su qualsiasi obiettivo di conoscenza del ministero dell’istruzione». Il tribunale ha quindi condannato il ministero a riammettere la docente nella graduatorie provinciali per le supplenze «nella stessa posizione dalla stessa originariamente occupata» e a «reintegrarla nei rapporto di lavoro a tempo determinato con gli istituti», anche se, per quest’ultima parte, il tribunale non chiarisce come, dal momento che l’anno scolastico ormai è terminato. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
