Il presidio
Assolto dall’accusa di maltrattamenti perché erano reciproci
carrara. Dal gennaio del 2017 era andato a vivere da lei e, dal giorno in cui è entrato in quella casa nel centro di Carrara, per tre anni almeno, i vicini hanno sentito dall’altra parte delle mura grida e offese quotidiane. «Vecchia di m...», le diceva. «Ti ammazzo, se perdo il soggiorno». E ancora»: «Se esco da questa non ci rientrerai più». E sentivano anche lanci di oggetti, cocci in frantumi, tavoli rovesciata. Un giorno, secondo la ricostruzione dell’accusa, lui l’avrebbe anche presa a schiaffi. Fatti che hanno convinto la procura di Massa a chiedere una pena pesante per il quarantenne, difeso dall’avvocato Claudia Volpi: cinque anni per maltrattamenti in famiglia. Ma il giudice Ermanno De Mattia, accogliendo la tesi del difensore, lo ha assolto, sostenendo che non ci fossero prove dei maltrattamenti.
Secondo quanto emerso durante l’udienza, è sì vero che l’uomo ha minacciato, offeso e forse anche schiaffeggiato la compagna, ma è altrettanto vero che le offese e le minacce erano reciproche. I maltrattamenti, secondo la ricostruzione della procura, sarebbero iniziati proprio nel momento in cui l’uomo è andato a vivere dalla compagna nel gennaio del 2017.
Lì l’uomo avrebbe iniziato ad abusare di alcol «che lo alterava e lo rendeva irascibile e aggressivo», ma solo «verbalmente», chiarisce l’accusa. L’avrebbe offesa con ogni parola. Durante una lite con la donna, avrebbe anche spaccato una lampada da terra sbattendola con forza sul tavolo.
Verso la metà di luglio del 2019 avrebbe rovesciato un tavolo e poi l’avrebbe presa a schiaffi. Nel dicembre dello stesso anno, dopo la richiesta della donna di lasciare quella casa, lui avrebbe reagito con le minacce: «Ora ti brucio con la sigaretta», le avrebbe detto. «Ti spaccio la bottiglia in faccia». «Spacco tutto». «In casa non ci rientrerai più, se esco».
Nel marzo dello scorso anno, al momento della chiusura delle indagini, l’uomo viveva ancora in quella casa. E, nonostante la richiesta della procura, il giudice lo ha assolto. —
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