Il Tirreno

le ambientaliste 

«Al territorio restano soltanto le briciole che cadono dal tavolo»

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carrara. «Le briciole che cadono dal tavolo...». Non ha convinto tutti il “Regolamento per l’incremento temporale delle concessioni” in tema di lapideo, al vaglio in questa settimana della commissione marmo – come scriviamo a lato – e presentato dal Municipio nei giorni scorsi. A mettere in fila i dubbi ecco l'intervento articolato di due tra le voci dell'ambientalismo apuano. Parliamo delle professoresse Franca Leverotti e Florida Nicolai. «L’amministrazione ha il dovere, anche morale, oltre che istituzionale, di tassare il marmo estratto a un prezzo corrispondente a quello di mercato. E, invece, si manifesta priva di dignità nel momento in cui accetta l’obolo di misericordia dei concessionari, le briciole che cadono dal tavolo. Il Medioevo è passato da secoli, ma ha lasciato pesanti tracce in questa città perduta», scrivono prima di concentrarsi così su quel «piccolo ma grave caso»: «Il Comune di Carrara fa finta di essere in lotta da decenni con le imprese del marmo. Ora, a quattro anni dal trionfo elettorale della rivoluzione pentastellata, l’amministrazione comunale si presenta alla cittadinanza con i risultati dell’ennesima trattativa con i padroni del vapore: prima il richiamo retorico ai futuri investimenti in scuole e poi, a chiusura, il solito: "Eh signora mia, cosa abbiamo trovato..."». E nell'intervento ripercorrono punti e commenti di palazzo civico: dai 27 milioni di euro extra di gettito dal lapideo agli investimenti per le strutture scolastiche, per esempio. «Bene, nel 2050 avremo la cittadinanza più colta in Europa e di fronte a ogni istituto vi sarà il busto (ovviamente marmoreo) di un buon imprenditore del marmo. E le Apuane?», chiedono e aggiungono: «La logica pare la seguente: in cambio di una proroga lavori in loco (addirittura dentro la cava) a non meglio precisate attività “scientifico-formative’’ e prosegui con la solita devastazione ambientale. In cambio potresti, se non fai ricorso e non mi costringi a spendere per difendermi, darmi fino a 27 milioni di euro in più. Nella città in cui le attività di ripristino ambientale consistono nello svuotare i ravaneti per vendere gli scarti o peggio interrare altri rifiuti, non osiamo pensare cosa potranno inventarsi gli imprenditori come iniziative “scientifico-formative’’. Spiegheranno alle scolaresche come si riducono le montagne in polvere? Assumeranno animatori e giocolieri che si esibiranno tra monti che crollano e operai che perdono la vita?». E chiosano con quella che chiamano «morale di questa triste storia»: «L’amministrazione Cinque Stelle ha oramai compiuto il completo ribaltamento dei principi che convinsero la maggioranza della popolazione alle elezioni del 2017. Dalla logica della legalità e dei diritti uguali per tutti, dalla difesa dell’ambiente e dal rispetto del principio costituzionale della responsabilità di impresa, sono passati alla trattativa in cui chiedono “sforzi’’ a una casta di devastatori privilegiati, baroni che dall’alto concedono i denari per le scuole a un popolo ridotto a plebe di cui nessuno, Martinelli in primis, sembra avere rispetto».

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