Il presidio
Furto con spaccata da Maliso Torna la paura tra i negozianti
Il ladro con casco in testa ha portato via alcune centinaia di euro dalla cassa La titolare: «Siamo esasperati, speriamo che le forze dell’ordine agiscano»
aulla. Svegliarsi di buon’ora, uscire per andare ad aprire la propria attività commerciale e trovare infranta la porta a vetri di ingresso e sottratto il cassetto del registratore di cassa. È l’incubo che stanno, nuovamente, vivendo i commercianti aullesi e della bassa Lunigiana. Dallo scorso mese sono ripresi i furti con la tecnica della spaccata della porta a vetri di ingresso. A essere colpita, nella notte fra venerdì e ieri, è stata la caffetteria Maliso in piazza Pantani ad Aulla.
Evidentemente, non è bastato assicurare alla giustizia, a metà aprile scorso, il 37enne ritenuto l’autore (ci sono diverse immagini di sistemi di videosorveglianza che lo identificano) della copiosa serie di furti avvenuti nei Comuni di Aulla, Licciana Nardi e Podenzana nei mesi di gennaio e febbraio scorsi. Anche perché ci sta che il malvivente non agisse da solo, quindi i complici potrebbero essere tornati ad imperversare. Oppure, semplicemente, qualche altro delinquente potrebbe avere deciso di emulare le poco onorevoli gesta di chi mise a segno una quindicina di colpi ai danni di bar, tabaccherie e negozi.
Ma torniamo all’oggi e alla nuova ondata di furti, il terzo dei quali è quello verificatosi ai danni della caffetteria Maliso, dove è presente e attivo un impianto di videosorveglianza. «Il furto si è verificato attorno a mezzanotte e mezza – a parlare è la titolare Marianna Morrone – e dalle immagini, che abbiamo già messo a disposizione delle forze dell’ordine, si vede entrare una persona con in testa un casco non integrale, di quelli che si usano per andare in scooter per intendersi. Questo figuro va diretto verso il registratore di cassa e ne sottrae il cassetto, al cui interno c’era qualche centinaio di euro, che ci servono per iniziare a lavorare il giorno successivo. Potete ben immaginare come mi sono sentita alle 5 del mattino, quando sono andata ad aprire. Noi commercianti siamo esasperati e chi di dovere è bene che agisca, perché non si può dare l’impressione che questa gentaglia sia libera di fare quello che vuole» aggiunge la titolare della caffetteria. —
Gianluca Uberti
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