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Scontro tra comitati sulla Variante I No: «Serve inchiesta sui benefici»

Scontro tra comitati sulla Variante I No: «Serve inchiesta sui benefici»

I contrari replicano agli abitanti di Turano: noi pensiamo alla salute di tutti, non solo di una parte

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massa. «A noi interessa la salute di tutta la città di Massa e proprio per questo contestiamo il progetto che non risolve il problema». Il comitato No Variante Aurelia replica agli abitanti di Turano che invece accolgono con favore il progetto.

Secondo il comitato, il progetto della Variante, crea «un ulteriore» problema 500 metri più a valle, «sulle spalle di chi già convive con la ferrovia».

Turano verso Bagaglione, «è così che si vuol ridurre la questione?», si chiedono dal comitato. «Frequentiamo la stessa chiesa, la stessa la scuola e lo stesso campo di calcio, viviamo come voi la mancanza dei servizi: non siamo stranieri a casa vostra». Le dichiarazioni del Comitato turanese e della politica favorevoli all'opera, «fanno sorgere il dubbio se sono state lette le carte - dicono -, perché dimostrano di non conoscere le conseguenze del nuovo tracciato: il problema non è solo qualche esproprio. La Variante prevede un muro alto cinque metri di fronte alla porta delle case (già definito Muro di Berlino), aumento del traffico già congestionato su Via Pellegrini e Via Carducci, aumento dello smog e dell’inquinamento acustico su tutto il territorio della Variante (purtroppo molto più vasto di Turano), in cambio di un lieve miglioramento sull’Aurelia (vedi relazione sugli impatti), perché oltre il 60 per cento dei veicoli continuerà a transitare da Turano per raggiungere le scuole, le piazze, i negozi, gli uffici di Massa».

Secondo il comitato rumore, vibrazioni e polveri non cesseranno sulla strada Aurelia. «Si è scelta un'area a molto elevato rischio idraulico senza realizzare opere di mitigazione del potenziale aumento. Si deve essere ciechi e sordi per non ammettere che questa non è la soluzione. Il Comitato del sì ci considera non alla loro stessa stregua e non meritevoli di essere tutelati: ma siamo cittadini del centro città con gli stessi diritti dei residenti di Turano».

Seguendo l’esempio del comitato turanese, «potremmo fare la conta delle strutture interessate dalla Variante Aurelia a partire dall’ospedale Opa, che evidentemente non interessa. Il cimitero che per legge dovrebbe godere di una zona di rispetto. Aziende biologiche e i terreni agricoli del centro città. La stazione che accoglie i turisti e pendolari. Incroci a raso, quattro insidiose rotonde, e intersezione con tutti i Viali Mare-Monti».

Il progetto definitivo prevede inoltre, sempre secondi No Variante, «il problema della costruzione della rotonda al posto del nuovo distributore».

Il comitato NoVariante Aurelia si schiera con tutti i residenti di Turano nella richiesta di deviazione immediata del transito pesante dall'arteria consolare. «Basterebbe - dicono - sottoscrivere le ordinanze per imporre il passaggio di quel trasporto sull'autostrada, visto che dalla documentazione del progetto emerge che la maggior parte degli spostamenti è da/verso autostrada/zona industriale con provenienza Montignoso Seravezza. Le risorse potrebbero essere usate per mettere in sicurezza acustica tutta la zona dell'autostrada, per il benessere della città, che attende da tempo l'installazione dei pannelli fonoassorbenti. La Variante Aurelia è un progetto vetusto e costoso, contestato da 20 anni e non più adatto alla nuova realtà della città, perché devastando la zona verde agricola del centro, rischia di bloccare economicamente lo sviluppo di Massa per molti anni». Si dicono «contrari a spendere soldi pubblici solo perché sono disponibili: è una cultura vecchia che non progetta il futuro della città con scelte green per la salvaguardia del territorio, imposte ormai da tutte le normative». Per questo chiedono ai cittadini di «unirsi nella richiesta di un'inchiesta pubblica per valutare il reale e attuale rapporto costo/benefici di questa Variante Aurelia e un confronto serio con tutti, per valutare adeguate soluzioni senza scendere in banali controversie locali». —

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