Il Tirreno

storia 

Una epigrafe misteriosa sulla lastra che copriva la tomba di San Caprasio

Gianluca Uberti

I resti si trovano sotto l’altare dell’abbazia di Aulla:  i rappresentanti dell’associazione si interrogano sul “giallo”

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AULLA. Tra le navate dell’abbazia di San Caprasio, ad Aulla, aleggia il mistero. L’eco di una lingua sconosciuta. Qualcuno magari mille e più anni fa la parlava, nel 2021 occorre decifrarla grazie all’opera di un epigrafista dell’Università di Genova.

Poche parole in caratteri minuscoli, non comprensibili per la presenza di diversi graffi, venute alla luce dalla lastra di epoca romana che copriva la tomba di San Caprasio, i cui resti, rinvenuti nel 2003 durante degli scavi archeologici, si trovano da qualche anno sotto l’altare della chiesa.

Perché è soltanto nell’ottobre del 2003 che è tornata alla luce una tomba monumentale. Al suo interno furono ritrovate poche ossa di un uomo anziano, disposte con cura nell’aspetto di un corpo disteso e rivolto verso Oriente. Valutati i risultati delle indagini scientifiche e la secolare tradizione del culto locale, l’allora vescovo Eugenio Binini riconobbe l’autenticità delle reliquie e nominò San Caprasio patrono del tratto diocesano della Via Francigena. E si arriva all’oggi con il ritrovamento di questa epigrafe misteriosa, di cui si parlerà domani dalle 15, 30, quando tornerà a riunirsi l’assemblea dei soci dell’associazione “Amici di San Caprasio”. Ma non c’è soltanto questa epigrafe, il cui fascino è pari soltanto al mistero che suscita, fra i temi che verranno toccati dagli esponenti dell’associazione culturale. Verranno forniti anche i primi dati sulle tombe degli aullesi, risalenti al Medioevo, quelle finora riportate in superficie, e saranno annunciati nuovi scavi archeologici, la cui ripresa è prevista per il prossimo mese. Da approfondire anche altri argomenti: un’epigrafe bilingue della chiesa, che ne integra una scomparsa a Luni, e le iniziative della Soprintendenza per lo studio e la valorizzazione del museo e dell’area archeologica.

La riunione dell’associazione “Amici di San Caprasio”, aperta a tutti, si terrà nel teatrino parrocchiale che ospita la grande torre medievale, completamente rinnovato con un’apertura scenografica sull’abside maggiore, nuovi arredi e la collocazione delle formelle settecentesche di un antico altare.

Durante l’assemblea dei soci saranno anche approvati il bilancio consuntivo per il 2020, le relazioni sull’attività svolta e su quella prevista per quest’anno; inoltre, si terrà il tesseramento per il 2021, ma, soprattutto, saranno anticipati i programmi della nuova edizione delle “Notti dell’archeologia”, che vedrà protagonisti, venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 luglio, docenti dell’Università di Pisa e archeologi, con una serata speciale in collaborazione con il liceo classico “Giacomo Leopardi” di Aulla, dedicata a Dante Alighieri e agli interventi sulle località di Bibola e del Burcione. Non mancheranno, poi, conferenze e spettacoli nel chiostro dell’abbazia di San Caprasio, il cui inizio è previsto per il 12 giugno, quando sarà ospitato il concerto del duo Ferrari-Zamberlan nell’ambito della rassegna “Mutamenti – Spazi fluidi di un jazz senza frontiere”. —

Gianluca Uberti

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