Nervi tesi in maggioranza Bertucci e Benedetti litigano sui social
massa. Mentre avveniva il “cambio di casacca” del consigliere della Lega Luca Guadagnucci, entrato in Forza Italia, due altri pezzi da novanta se le suonavano di santa ragione, a parole, sui social. Stefano Benedetti, presidente del consiglio e tra i leader di Forza Italia e Matteo Bertucci, capogruppo di “Persiani sindaco”. Nessuno ha voluto spiegare cosa abbia fatto scattare la scintilla; entrambi giurano che le offese giocate sui cognomi, attribuendosi caratteristiche animalesche, non erano rivolte a loro: Benedetti non stava parlando di Bertucci, mentre pubblicava foto prese dalla jungla e Bertucci non parlava di Benedetti mentre postava immagini tipiche di una allegra fattoria. Ma tutti sanno che tra i due non è mai corso buon sangue. Benedetti sostiene che Bertucci sia stato uno dei fautori della mozione di sfiducia nei suoi confronti, quando cercò di convincere la minoranza ad aspettare “adesioni a destra” prima di presentare la richiesta ufficiale. Ma di questo “tradimento” non ci sono prove. Bertucci, dal canto suo, potrebbe aver preso male l’uscita di due consiglieri dal suo gruppo, Cofrancesco e Cagetti, entrati in Forza Italia. «In politica questo è sempre accaduto – commenta però Bertucci – e sempre accadrà. Ognuno è libero di fare le sue scelte. Non ho niente contro Benedetti. Registro solo il fatto che se mi allineo alla mia maggioranza sono considerato un lecchino; se mi ribello a qualcosa sono un traditore. Io cerco di fare il mio dovere». Bertucci nega anche la voce che tempo fa abbia avuto desiderio di passare in Forza Italia: una manovra forse impedita proprio da Benedetti che pare non ci abbia messo una buona parola. «Bertucci non mi preoccupa – scrive Benedetti su facebook – Siedo in consiglio da 23 anni, sono stato il più votato del centro destra, e oggi il nostro gruppo consiliare è cresciuto, con l’ obiettivo di rafforzare la maggioranza e l’amministrazione. Bertucci non riesce a capire che mancano due anni alle elezioni e che se vogliamo ripetere il successo dobbiamo essere uniti, evitando di dare pugnalate alla schiena agli alleati». — M.D.A
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google