Il presidio
In piazza della Vittoria la statua al partigiano: Aulla festeggia il 2 giugno
AULLA. Mercoledì 2 giugno Aulla celebrerà la Festa della Repubblica con l’inaugurazione della nuova collocazione del monumento dedicato al partigiano Luciano Gianello, detto “Mirko”, insignito della medaglia d’argento al merito civile. Organizzata dal Comune e dall’Anpi intercomunale di Licciana Nardi, Aulla, Comano e Podenzana, in collaborazione con la sezione Anmig di Aulla, l’inaugurazione vedrà la presenza del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e si svolgerà dalle 11.30 nella più centrale piazza della Vittoria, luogo nel quale il monumento verrà spostato dalla sede della Pubblica Assistenza “Croce Bianca”, ubicata nei pressi del campo sportivo Quartieri. La manifestazione in programma mercoledì 2 giugno, che si svolgerà nel pieno rispetto delle norme anti Covid, vedrà i saluti del sindaco di Aulla, Roberto Valettini, e del presidente dell’Anpi intercomunale di Licciana Nardi, Aulla, Comano e Podenzana, Luigi Leonardi, mentre l’introduzione sarà a cura della delegata alla memoria del Comune di Aulla, Marina Pratici. Seguiranno i contributi delle autorità presenti, quindi vi sarà l’orazione ufficiale del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, a concludere la cerimonia. Per fare comprendere l’importanza storica sul campo del partigiano “Mirko”, basti sapere che Luciano Gianello, all’età di 18 anni, subito dopo l’8 settembre 1943 entra nella Brigata Beretta della Divisione Cisa; successivamente farà parte del Battaglione Picelli/Matteotti, prima al comando di Fermo Ognibene “Alberto”, poi, alla morte di questi, di Dante Castellucci “Facio”. Con “Facio” e altri otto uomini sarà protagonista di quell’epico scontro con i nazisti tedeschi e i fascisti italiani, ricordato come la battaglia del Lago Santo, durante il quale i nove partigiani resistettero e respinsero un’ottantina di soldati nemici il 18 marzo 1944. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, ventenne, dopo aver messo in gioco la sua vita nella lotta di Liberazione, sarà tra i protagonisti della ricostruzione, iniziando proprio dalla prima attività necessaria del dopoguerra: lo sminamento del territorio. E fu ad Aulla, nel greto del torrente Taverone, che la sua ultima mina esplose, rubandogli la vita. Era il 22 novembre 1945. —
Gianluca Uberti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
