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la tradizione libertaria 

Lo scrigno dell’anarchia nel centro storico di Carrara

Luca Barbieri
Lo scrigno dell’anarchia nel centro storico di Carrara

Anna Costantini, figli del grande illustratore Flavio, apre alla città intera il prezioso archivio del padre. Ci sono volumi rari che arrivano da tutta Europa

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Luca Barbieri

CARRARA. «Perché qui a Carrara? Mio padre ha dedicato moltissimi anni allo studio e alla realizzazione di opere legate all’anarchismo. Mi è sembrata una scelta logica: il cuore di Carrara, la patria dell’anarchismo per definizione». Cita Alberto Meschi, Gino Lucetti (sul quale c’è un’illustrazione ad hoc), studiosi, scrittori, e passa in rassegna volumi, illustrazioni, documenti (fonti storiche scritte, ma non solo tra cui spunta anche lo spartito delle musiche suonate sulla nave Titanic), Anna Costantini, figlia di Flavio, illustratore, pittore, scomparso nel 2013, nato a Roma nel 1926 (come scriviamo a lato). Un paio di anni fa Anna – con il marito Piero Zucchinetti – ha pensato di trasferire da Genova al centro storico della città del marmo e dell’anarchia l’archivio Flavio Costantini. E adesso, dopo quell’inaugurazione smorzata dall’arrivo dall’emergenza sanitaria, dal Covid, “riapre” simbolicamente le porte dell’archivio a studenti, enti, università, Accademia di Belle Arti. Difficile quantificare con precisione gli scritti, i documenti, le riviste illustrate conservate adesso a pochi metri dalla Porta del Bozzo, superata via Finelli in direzione Vezzala, in pieno centro storico. Un piccola porta introduce in un’ampia stanza con il profumo della carta, qualche illustrazione inconfondibile sulle pareti, gli scaffali e i tavolini pieni di riviste, libri, appunti, ma anche molto altro: un bel pezzo di storia raccontata in più lingue a cavallo tra un paio di secoli. Riviste periodiche illustrate da tutta Europa tra la metà del diciannovesimo secolo e la metà del ventesimo; 500 all’incirca tra testi, riviste, scritti storici e autobiografici di «autori appartenenti alla storia delle idee e dei movimenti sociali e libertari internazionali». L’omonima associazione sul sito web – Archiviocostantini. org – ha anche un primo inventario dei testi sui movimenti libertari tra Ottocento e Novecento. 5-6 mila volumi, schizzi, prove di colore; ma anche una fototeca sulle opere, sull’attività dell’artista, con tanto di lettere della seconda parte del secolo scorso tra Costantini e altri personaggi noti, tra scrittori, artisti, intellettuali. Qualche esempio tra le riviste illustrate all’interno dell’archivio: “La domenica del Corriere” dal 1899 al 1923; “Figaro illustré” dal 1888 al 1900, “L’illustrazione popolare” (1886-1901), “L’illustrazione italiana” (1873-1945), “The Graphic” (1869-1901), “The English illustrated Magazine” (1897-98), per citarne solamente alcune.

«Le opere di mio padre – racconta Anna, con il marito – sono il frutto di una ricerca approfondita, da storico direi. Il soggetto nelle illustrazioni rimanda a un evento storico, ma anche la cura dei dettagli ha solidità con varie fonti. Penso alle illustrazioni per il libro “Cuore” pubblicato da Olivetti, per esempio». E «proprio la cura, il rapporto tra realizzazione e fonti, si traduce poi in questo archivio», spiega ancora la figlia. «Volevamo così, per il suo legame con la formazione letteraria, storica, salvare questo nucleo, perché connesso strettamente alla sua produzione artistica. Ci siamo posti il problema di come sistemarli e abbiamo pensato a Carrara dopo Genova. Ci è sembrato interessante: il legame di mio padre per questa città, ma anche il nostro, l’idea in qualche modo di contribuire a far rinascere il centro storico e pensare a un futuro fatto di cultura, eventi, rendendo fruibile la consultazione agli studiosi come peraltro già accaduto con università italiane (Genova) e non solo (Sorbona)», continua. Sul perché proprio qui la risposta fornita è semplice: «Mio papà nasce a Roma, nel settembre 1926, poi ha navigato – si era diplomato capitano di lungo corso – con la Marina Militare e poi mercantile; una volta rientrato, dagli anni Cinquanta si è dedicato alla pittura, alla grafica, con un’attenzione e uno studio all’anarchismo...». Insomma, quasi inevitabile, per un luogo che poco distante, in via San Piero, ha la Cooperativa Tipolitografica, legata al mondo anarchico e che oltre a varie pubblicazioni sull’anarchia, stampa Umanità Nova, storico settimanale anarchico, pronto a essere spedito poi da Carrara in tutta Italia (e nel mondo). «L’offerta culturale si allarga, questo è un atto d’amore di un grande artista: Carrara è la città dell’anarchismo, ha anche un’Accademia e si possono valutare in sinergia varie iniziative», sottolinea Riccardo Canesi, insegnante (ora in pensione), scrittore, ambientalista, nonché ideatore dei Giochi della Geografia che ha fatto da trait d’union per far scoprire alla città l’archivio. –

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