Il Tirreno

i veleni della chimica 

Cromo nei terreni ex Ferroleghe una questione ancora irrisolta

David Chiappuela

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MASSA-CARRARA. «Cosa intende fare la Regione per tutelare ambiente e salute pubblica nell’area Sin ex Ferroleghe di Carrara, dove persiste un grave inquinamento da cromo esavalente?». A domandarlo è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Vittorio Fantozzi, in un’interrogazione presentata al governatore Eugenio Giani e all’assessore all’ambiente Monia Monni, a seguito delle segnalazioni inviategli da Marco Guidi, coordinatore provinciale di FdI, Alessandro Amorese, Lorenzo Baruzzo e Cesare Micheloni.

Sulla vicenda, però, sostiene Fantozzi, ci sarebbero «troppi punti oscuri». «Lo stabilimento Ferroleghe di Carrara – scrive – produceva ferrocromo e nell’area sono presenti due bacini di lagunaggio con fanghi contenenti cromo e cromo esavalente, altamente cancerogeno. I bacini si estendono su 7.200 metri quadrati, per oltre 14.000 metri cubi di sedimento. C’è poi un cumulo di depositi costituito da scarti di lavorazione con blocchi di marmo e granito, fanghi di marmettola, per una superficie di 12.000 metri quadrati e per un’altezza di 18 metri». Il consigliere regionale denuncia anche che, a partire dal 1990, nell’abitato del Murlungo, situato a valle dell’ex Ferroleghe, vi sarebbe una contaminazione della falda da cromo esavalente, come dimostrarono all’epoca gli accertamenti dell’Usl 2. La contaminazione, afferma Fantozzi, sarebbe «riconducibile ai bacini di lagunaggio».

L’interrogazione riporta altre informazioni sul Sin apuano, definendolo «altamente contaminato» e «che necessita di verifiche urgenti».. Al riguardo Fantozzi cita gli ultimi dati del ministero della Transizione ecologica, da cui risulterebbe che «la situazione resta gravemente ferma, in quanto l’azione di bonifica nel sito è conclusa per l’8% dei terreni (solo 9 ettari su un totale di 116) e per il 3% della falda». Secondo l’esponente dell’opposizione anche lo studio sulla falda Sin/Sir apuana, presentato lo scorso 25 luglio da Sogesid Spa, società del ministero della Transizione ecologica, confermerebbe «superamenti per 35 sostanze contaminanti appartenenti a 11 famiglie chimiche. Le maggiori criticità -precisa Fantozzi- sono state riscontrate nelle aree ex Farmoplant e Cermec a Massa ed ex Rumianca, ex Italiana Coke, ex Ferroleghe, ex Fibronit a Carrara».

Il politico di FdI ricorda anche che dallo studio Sentieri, coordinato dall’Istituto superiore di sanità, «emerge che nei comuni di Massa e Carrara, territorio interessato per decenni da vasti fenomeni di inquinamento, sono molto alti i fattori di rischio per numerose patologie, da quelle circolatorie a quelle tumorali. La mortalità -prosegue Fantozzi- risulta in eccesso per i tumori del sistema linfo-emopoietico e per i linfomi non Hodkin. Le leucemie colpiscono molti giovani. Sono oltre la media i dati dei bambini nati con malformazioni congenite. Anche le patologie del sistema circolatorio e respiratorio -conclude l’interrogante- sono più frequenti». —

David Chiappuela

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