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Estorsione su lavori post alluvione, alla sbarra
A processo imprenditore edile. Secondo la procura ha costretto un amministratore di condomini a consegnargli 53mila euro
Melania Carnevali
aulla. Avrebbe costretto un amministratore di condomini a consegnargli 53 mila, minacciandolo di farlo iscrivere al Cai, la centrale d’allarme interbancaria che raccoglie informazioni e nominativi di chi ha emesso assegni senza autorizzazione e senza fondi. Insomma, un marchio a vita per chi lavora nel settore.
È un’accusa di estorsione quella che la procura di Massa muove nei confronti di Bruno Morrone, imprenditore edile di Aulla, che, subito dopo l’alluvione del 25 ottobre del 2011, si è occupato della ristrutturazione di alcune case danneggiate. Giovedì, il giudice dell’udienza preliminare lo ha rinviato a giudizio e il processo inizierà il 7 febbraio del prossimo anno.
I fatti risalgono all’alluvione del 2011. Alcuni condomini di una palazzina di Aulla si affidano a Morrone per i lavori di ristrutturazione. A fare da intermediario è l’amministratore che consegna all’imprenditore edile una serie di assegni – questa la ricostruzione dell’accusa – a garanzia del futuro pagamento.
Terminati i lavori, l’amministratore paga gli interventi, ma, l’imprenditore chiede di più e inizia una controversia civile a suon di decreti ingiuntivi e opposizioni. E fin qui siamo sul piano civile.
Poi però, secondo la procura, Morrone incassa da sé i primi due assegni ricevuti come garanzia (che l’amministratore, fidandosi, non ha chiesto indietro) per un totale di 53mila euro e avrebbe iniziato a minacciare l’amministratore di condomini di non firmare la liberatoria per gli assegni (si tratta della dichiarazione con la quale il creditore attesta di essere stato soddisfatto regolarmente del credito vantato: così dichiara quindi di non avere più niente da pretendere dal soggetto che ha emesso l’assegno, il quale è così liberato dal debito) e che lo avrebbe fatto iscrivere alla Centrale d’allarme interbancaria.
E siamo arrivati al 2019. L’amministratore, a questo punto, firma due assegni dal proprio conto corrente per coprire quei 53mila euro dei suoi condomini.
Poi, però, assistito dal suo avvocato Alessandro Ravani, lo denuncia, sia alla guardia di finanza sia alla procura.
Le indagini portano al sequestro preventivo degli altri assegni, per un totale di circa 350mila euro, e di beni per un valori di 53mila euro a copertura dei due assegni versati.
La procura di Massa (prima con il pubblico ministero Alessandra Conforti, poi con il pm Roberta Moramarco) formula l’accusa di estorsione. E giovedì il gup ha disposto il rinvio a giudizio dell’uomo.
Il processo, però, come detto, inizierà solo il prossimo anno. —
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