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Sul no al traffico sono tutti d’accordo Per il resto la variante Aurelia spacca

Sul no al traffico sono tutti d’accordo Per il resto la variante Aurelia spacca

La politica ne parla da anni ma in mezzo restano sempre i cittadini che si dividono tra chi dice sì e chi, invece, dice no

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Quel progetto di variante, disegnato 20 anni fa, per il Comitato del No è incapace di rispondere alle esigenze di una città modificata nei suoi assetti. Non solo, il tracciato, un chilometro e mezzo dall’ospedale del Cuore alla stazione, in gran parte parallelo alla ferrovia, attraverserebbe una zona, quella dei Sei Ponti, che di problemi – spiega il comitato – ne ha già parecchi, dal passaggio dei treni al rischio idrogeologico.

spostare il problema

Il comitato lo dice a chiare lettere: con il progetto, già contestato nel 2001, «non si offre una soluzione nuova ed efficace. Si accetta e realizza un’opera già vecchia e inadatta. Nel frattempo la città è cambiata e con essa problemi ed esigenze». Il comitato sa bene che il problema del traffico sull’Aurelia ha un impatto per la città, ma è certo che la variante quel problema non lo risolva: «Si spenderanno 26 milioni – scrive – per un intervento che sposterà il problema 500 metri più a valle».

viabilità in tilt

Il comitato del No ritiene che quella piccola “bretella” caricherà di flussi di traffico alcune zone della città: «Un’opera su cui, una volta terminata (dopo oltre 600 giorni di cantieri), verrà trasferito il traffico pesante che ora transita sull’Aurelia, ma che poi dalla rotonda di via del Papino proseguirà in via Pellegrini, Piazza Stazione, via Carducci, attraverserà viale Roma e si inserirà nella piccola rotonda di via Marina Vecchia e in via Catagnina. Davvero – chiede il comitato – si vuole intersecare il traffico pesante con viale Roma e via Marina Vecchia?». Ma le perplessità sono anche sull’innesto davanti all’Opa.

l’impatto economico

C’è poi l’impatto economico negativo che il comitato teme e che sottolinea la consigliera Cinque Stelle Luana Mencarelli: «La gente (che vive nelle zone in cui dovrebbe passare la Variante, ndr) non è stata ferma, ma si è data da fare per costruirsi una vita nonostante i disagi. C’è chi ha cercato di trarre sostentamento da quelle terre, chi ha dato vita ad aziende biologiche, trasformato la propria casa in B&B, ristrutturando immobili. Questo progetto rischia di cancellare tutti gli sforzi e causa l’esposizione dei residenti ad ulteriori agenti inquinanti».

poca concertazione

Il comitato e la consigliera evidenziano il fatto che l’amministrazione «non abbia dialogato con la cittadinanza. Le scelte di pianificazione urbanistica – scrive Mencarelli – non sono tratti di penna su carta, sono atti concreti che causano conseguenze permanenti eppure la cittadinanza non viene coinvolta. L’amministrazione comunale dovrebbe spiegare alla città tutto questo perché il silenzio non è mai una risposta». —©RIPRODUZIONE RISERVATA



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