Partorisce in carcere con l’aiuto delle agenti al telefono con il 118
pontremoli. Hanno il compito di garantire l’ordine e la sicurezza, ma in questa storia hanno avuto un altro ruolo. Le agenti di polizia penitenziaria del carcere minorile femminili di Pontremoli hanno fatto nascere una bimba. La giovane mamma, una detenuta straniera, ha infatti avvisato delle doglie il personale del carcere ma ha portorito prima che arrivasse l’ambulanza. Ad aiutarla sono state proprio le agenti collegate al telefono con il 118.
A rendere nota la notizia è il sindacato di polizia penitenziaria. «Gli uomini e le donne della polizia penitenziaria – si legge in una nota firmata dal segretario generale territoriale Uilpa Massa, Francesco Aufiero –, oltre a garantire l’ordine e la sicurezza all’interno degli istituti penitenziari e partecipare alle attività di osservazione e trattamento rieducativo di detenuti, spesso pur restando nell’anonimato, si distinguono anche in operazioni/interventi di polizia giudiziaria. Tutto questo grazie allo spirito di abnegazione e alla passione che moltissimi poliziotti penitenziari dedicano quotidianamente al loro lavoro, molto spesso da affrontare in condizioni di gravissima carenza di personale, sotto il profilo di ogni ordine e grado, di carenza organizzativa e in situazioni di assoluta emergenza. Tutto questo però non inficia minimamente sulle spiccate doti umane e personali che ogni poliziotto penitenziario ha come patrimonio. Ai colleghi di Pontremoli che sono intervenuti, vogliamo esprimere, dal profondo del nostro cuore, tutto il nostro vivo compiacimento e senso di ammirazione per essersi offerti nell’emergenza, pur non avendo competenze e/o conoscenze in materia, a soccorrere la giovane puerpera a spregio del rischio di possibili problemi durante le operazioni del parto». —
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