Passeggiata sul Magra ok ma i disabili vedono solo muri
AULLA. «Per una persona con disabilità l’unico panorama visibile nella passeggiata lungo fiume sono i mattoni rossi». Scrive così l’associazione Paraplegici della provincia Apuana per voce del suo presidente Giacomo Perfigli, a seguito di un sopralluogo eseguito sul nuovo argine adibito anche a passeggiata lungo il fiume Magra nel capoluogo. L’associazione ha rilevato alcune criticità per l’accessibilità ai portatori di disabilità costretti su sedia a rotelle.
«Il percorso – rileva Perfigli – lungo l’argine nella sua parte alta si presenta accessibile a portatori di handicap, anche se sono presenti solo pochissimi accessi con uno scivolo verso la sede stradale, e quelli esistenti sono solamente all’inizio e alla fine del camminamento. Ma nella parte del percorso centrale non esistono al momento scivoli, c’è solo la presenza di scalini verso la sede stradale e strisce pedonali».
Quel che però salta agli occhi percorrendo l’argine-passeggiata è «che una persona costretta su sedia a rotelle ha come visione solamente il muro senza poter vedere il fiume rispetto a quello che può osservare una persona in piedi. Infatti – prosegue il presidente dell’associazione – il panorama per una persona in sedia a rotelle è quello dei mattoni rossi del parapetto oppure del granito che limita la struttura».
Si aggiunge poi un altro rilievo: «L’unica parte rialzata del camminamento a circa metà del percorso, che permetterebbe di avere una visione rialzata del fiume, con due panchine, risulta inaccessibile a un disabile, visto che non sono presenti scivoli per poterci arrivare. Anche la parte all’inizio del camminamento verso l’abbazia di San Caprasio risulta con la presenza di uno scivolo solo da un lato mentre dall’altro è presente uno scalino che non permette di proseguire. E dove sono appena state realizzate le nuove strisce pedonali risulta la presenza di uno scalino». Il commento finale di Giacomo Perfigli è: «Ci troviamo di fronte ad un’opera utile per la difesa idraulica ma sicuramente progettata e realizzata senza pensare appieno al mondo della disabilità». —
Marco Landini
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