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Zubbani a processo per la riapertura degli Animosi «Non poteva farlo»
Udienza aggiornata a novembre. L’ex sindaco: «Mi auguro vada come gli altri procedimenti che ho dovuto affrontare»
carrara. «Il processo si è aperto ma è stato subito aggiornato ai primi di novembre. Cosa penso? Mi auguro che vada a finire come gli altri che ho dovuto affrontare nella mia carriera di amministratore pubblico». Così l’ex sindaco di Carrara Angelo Zubbani sul procedimento che lo vede coinvolto come imputato in tribunale a Massa. Raggiunto ieri al telefono dal Tirreno si è detto tranquillo rispetto alla possibilità che venga fatta piena chiarezza sulla condotta che ha seguito anche in merito alla vicenda per la quale è stato avviato il procedimento in questione e cioè la riapertura del teatro Animosi nel 2017.
Il processo prende le mosse da un decreto di citazione diretta a giudizio firmato, nel gennaio scorso, dal sostituto procuratore Alberto Dello Iacono. L’ex sindaco deve rispondere della correttezza di nove ordinanze da lui sottoscritte a partire dal gennaio 2017, quando era ancora primo cittadino, con le quali autorizzava la riapertura del teatro. Ordinanze firmate, questa è l’accusa, senza una preventiva verifica della solidità e sicurezza dell’impianto a tutela dell’incolumità pubblica. Nello specifico la verifica della sicurezza, contesta la procura, doveva passare dalla Commissione comunale permanente di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. Commissione che, secondo la procura, «non era stata mai nemmeno convocata a tal fine».
Il reato ipotizzato dai magistrati massesi a carico di Zubbani è il 681 del codice penale: “apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o trattenimento”.
La prima ordinanza sindacale oggetto delle contestazioni della procura fu firmata da Zubbani il 20 gennaio del 2017. Provvedimenti analoghi seguirono nei mesi successivi (fino ad aprile 2017) e tutti avevano lo stesso scopo: consentire al teatro di aprire al pubblico per gli spettacoli anche se – questa l’ipotesi dell’accusa – sulla struttura esistevano dubbi relativi alla sicurezza. Tanto che successivamente gli Animosi furono effettivamente posti sotto sequestro nuovamente.
L’ex sindaco Zubbani, assistito dall’avvocato Riccardo Martini, ieri non era in aula e come previsto il procedimento è stato aperto ma subito aggiornato. Nel merito della questione, come conferma l’ex sindaco, ci sarà modo di portare all’attenzione del giudice atti e motivazioni che portarono alla decisione di riaprire il teatro sul quale, il Comune di Carrara aveva provveduto a investire risorse pubbliche proprio per la messa in sicurezza della struttura. Interventi poi tutti certificati dagli uffici comunali e, successivamente, anche da consulenti esterni incaricati dal Comune. —
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