«La Regione modifichi il progetto dell’idrovora in spiaggia a Poveromo»
Anche l’ex sindaco Pucci alla manifestazione organizzata da Italia Nostra e ambientalisti. Il presidente Ridolfi: «Si pensi prima alla sicurezza idraulica»
Massa. Sale il tono della protesta contro il progetto dell’idrovora in spiaggia a Poveromo. Intervento inserito nel piano per il “ripristino del reticolo idraulico minore dell’abitato Magliano-Poveromo” elaborato dal Consorzio di bonifica. Domenica lungo il canale si sono ritrovate associazioni ambientaliste ed esponenti di Italia Nostra. Lo scopo? Far comprendere alla Regione la necessità di ridimensionare un intervento ritenuto da tutti esagerato e inadatto a conseguire l’obiettivo di eliminare gli allagamenti in quella zona. Le associazioni presenti, oltre a Italia Nostra c’erano Legambiente, il Mondo nelle nostre mani, Apua Mater, Medici per l’ambiente, gli Amici della Terra e il WWF locale, che è materialmente il custode della foce del Poveromo, oltre a numerosi cittadini a titolo personale. Dopo la presentazione di Giampaoli di Italia Nostra, sono intervenuti l’ingegner Milani, l’ingegner Vercelli, l’ex sindaco Pucci, l’ex assessore regionale Betti, l’ex Presidente del Consorzio Fortunato Angelini (ora all’opposizione con il gruppo Insieme per il territorio), il consigliere comunale Menchini, Rossi di Legambiente, ed altri a titolo personale. Tutti hanno duramente criticato l’enorme impatto ambientale dell’opera prevista in progetto e contestato l’efficacia di interventi relativi alla sola asta finale del Poveromo, trascurando le aree interne. In discussione anche i criteri che stanno alla base del progetto, dato che il titolo viene completamente disatteso, laddove il progetto non prende in nessuna considerazione il reticolo dei canali afferenti al Poveromo. E’ stato evidenziato che se i canali ormai rimpiccioliti e tombati da opere abusive, non fanno defluire i ristagni verso l’asta finale, è inutile che ci siano potenti idrovore alla foce. Alla fine è stata letta la lettera da inviare al Presidente della Regione Giani e alle istituzioni locali, lettera che è stata sottoscritta anche dagli Amici della Terra - Versilia, dal Gruppo di Intervento Giuridico – presidio Apuane e Società degli Amici di Ronchi Poveromo.
Sul progetto, all’indomani del blitz delle associazioni, ointerviene ora anche il Consorzio di Bonifica che ribadisce come idrovora di Poveromo sia l’unico strumento in grado «di garantire la sicurezza idraulica tutelando l’ambiente, con rigore scientifico, attraverso un percorso trasparente e partecipato dei cittadini». E sul progetto il presidente del Consorzio, Ismaele Ridolfi, chiede alla Regione che sia adottata la Valutazione di Impatto Ambientale.
Le considerazioni di Ridolfi prendono le mosse dal tema della sicurezza dal rischio idraulico. «Stiamo infatti parlando di un’area – si legge in una nota dell’ente di bonifica – che, come sanno bene i cittadini della zona e come dimostrano gli articoli di stampa sul Poveromo degli ultimi 30 anni, è fortemente esposta a frequenti allagamenti e che necessita di essere messa in sicurezza prima possibile». Rifdolfi non ritiene percorribile la controproposta avanzata da alcuni dei cittadini contrari all’idrovora: «Proposte come quella letta sulla stampa locale, secondo la quale la soluzione degli allagamenti dell’area di Poveromo sarebbe una piccola pompa mobile – spiega –, devono essere supportate da studi che ne comprovano l’efficacia: cioè che risolvano davvero i problemi di allagamenti della gente di Poveromo». «Concordo con le associazioni ambientaliste, i comitati ed i cittadini preoccupati che chiedono percorsi di partecipazione – aggiunge – perché è attraverso un processo inclusivo con chiunque manifesti interesse a esprimere le proprie considerazioni con idee proprie e/o critiche motivate, che si possono trovare le migliori soluzioni». In proposito il prossimo 30 maggio la Regione deciderà se il progetto è o meno meritevole di Via oppure se può essere esentato da questo procedimento. E a ciò si aggiunge la conferenza dei servizi del 18 maggio. —
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