Incendio nei boschi alla Valle degli Alberghi Non è escluso il dolo
massa. È una giornata splendida, non c’è una nuvola e dalle Apuane si vede nitido il mare. Qualcosa all’improvviso offusca la vista, nasconde la città: gli escursionisti si rendono subito conto che si tratta di fumo. E danno l’allarme: chiamano i vigili del fuoco, li informano che si sta levando una colonna nera dalla Valle degli Alberghi, sotto i monti Cavallo e Contrario, sopra il Vergheto, all’altezza di foce di Navola. La colonna scura si vede da Massa e Carrara, ben visibile anche dalla Versilia. In quella zona non ci sono abitazioni, non ci sono rischi per le persone, ce ne sono invece per la natura: quella è un’area boschiva, ricca anche di prati e le fiamme si stanno propagando rapidamente.
Non è un tratto raggiungibile con i mezzi, da quelle parti si inerpicano gli escursionisti e gli alpinisti. Le squadre dell’Unione dei comuni della Lunigiana e del volontariato antincendi boschivi si mettono in moto per raggiungere a piedi la zona dell’incendio. Ma per vincere le fiamme serve un aiuto dall’alto: viene immediatamente diramato l’allarme e a sorvolare la Valle degli Alberghi arrivano due elicotteri della Regione Toscana.
Quegli elicotteri, per garantire maggiore rapidità, non raggiungono il mare, ma caricano acqua alla vasca di rifornimento proprio all’altezza del Vergheto. Ieri nel tardo pomeriggio, le squadre sono ancora al lavoro e le fiamme non concedono tregua, tanto che vengono richiesti rinforzi che diano man forte a delimitare, quindi a vincere, le fiamme che stanno bruciando tutto il bosco.
Sull’origine dell’incendio sono ancora in corso gli accertamenti: dovrà essere domato perché se ne possano ipotizzare le origini. Certo è che, pur essendo quella di ieri una calda giornata primaverile, la temperatura non era tale da giustificare un fenomeno di autocombustione. Non si può, quindi, in questa fase, escludere il dolo, né si può escludere che sia stata la disattenzione di qualcuno, magari una sigaretta ancora accesa abbandonata tra sterpaglie secche, a causare le fiamme. — © RIPRODUZIONE RISERVATA
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