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«Così non basta, ci serve lavorare la sera ma per farlo va abolito il coprifuoco»
Le proposte dei rappresentanti di “Tutela nazionale imprese Italia” nella riunione con le amministrazioni provinciali
Ivan Zambelli
MASSA Carrara. Le amministrazioni comunali faranno la loro parte, entro le loro possibilità, ma intanto queste misure di allentamento non bastano. A dirlo sono i rappresentanti locali d Tutela nazionale imprese Italia (Tni), un gruppo non solo di ristoratori formatosi per far fronte comune durante i mesi di chiusura e in dissenso con le associazioni di categoria tradizionali, ritenute assenti. Ieri pomeriggio Tni ha organizzato una riunione con la politica locale, per esporre le loro perplessità riguardo le novità nelle riaperture e per chiedere alle amministrazioni un aiuto. Per Carrara c’era il presidente della commissione bilancio Daniele del Nero; da Montignoso la vicesindaca Eleonora Petracci; per Massa il vicesindaco Andrea Cella, l’assessore Paolo Balloni ed il delegato per la costa Marco Amorese. Tra il pubblico il consigliere regionale Giacomo Bugliani. I rappresentanti delle tre amministrazioni si sono detti disponibili a venire incontro alle esigenze dei vari comparti che potranno ripartire, mettendo in campo quanto gli è consentito dai vincoli di bilancio: sgravi per Tari (almeno nella parte variabile dell’imposta), Tosap e Cosap, suolo pubblico gratuito, parcheggi gratuiti, sospensione tassa di soggiorno. Misure che tra l'altro sono già state adottate lo scorso anno, ricordano i presenti, e che potrebbero essere recuperate. «Abbiamo voluto partecipare -spiega Cella- soprattutto per ascoltare le richieste di questi operatori, per capire le loro esigenze di bilancio e spiegare come funziona il nostro, perché non è facile spostare risorse, ma ci sono dei limiti entro i quali muoversi. Intanto abbiamo recepito le richieste, le valuteremo per poi aggiornarci tra un mese, anche alla luce di maggiori chiarimenti sulle misure da parte del governo». Infatti, le varie disposizioni anti-covid che entreranno in vigore dal 26 aprile sono state accolte malamente dagli aderenti a Tni, come spiegano i responsabili locali: «Questa non può essere considerata una vittoria», riferendosi alla riapertura serale. «Permettere le cene all’aperto a fine aprile significa esporre al freddo ed alle intemperie i propri clienti. Come possiamo organizzare un servizio se poi piove? In quel caso la gente dove va, nel locale dove bisogna garantire almeno due metri di distanziamento? Questa è la fortuna di quei pochi che hanno un dehors o uno spazio all’aperto; molti e verrebbero penalizzati».
Ma la principale richiesta di Tni è l’abolizione del coprifuoco: «É impossibile organizzare una cena quando c’è il coprifuoco, perché non si ha proprio il tempo per far mangiare le persone. Sembra piuttosto l’ennesima presa in giro, perché sulla carta è concessa la riapertura serale, ma nei fatti no». E lanciano un monito: «Noi il coprifuoco non lo vogliamo, e se non ci verrà dato faremo gesti eclatanti, come l’occupazione di questa mattina (ieri, ndc) dell’autostrada A1. É finito il tempo delle manifestazioni, che non portano da nessuna parte. Siamo tutti alla canna del gas».
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