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Area artigianale “incompiuta” da 7 anni Mancano strade, parcheggi e luci
Di notte le corse clandestine, di giorno gli incidenti sull’asfalto sconnesso. La zona è strategica ma investire è una sfida
avenza. Qualche mese fa, andando al lavoro, un operaio è caduto dal motorino a causa di una buca sull’asfalto. Ed è stato un po’ come mettere il dito nella piaga, passateci l’espressione colorita. Cioè rimarcare un problema che rischia di diventare “storico”: il mancato completamento delle opere di urbanizzazione dell’area artigianale dell’ex Fornace a Avenza. Asfaltature rimaste a metà, degrado, nessuna illuminazione pubblica e un tratto di strada teoricamente pubblico ma sul quale “il pubblico” non investe. Alle spalle c’è l’Aurelia. Di fronte l’ingresso dell’autostrada A12. Poco più in là il porto di Marina di Carrara. Un’area funzionale, baricentrica. Appetibile per nuovi insediamenti produttivi. Una stima? Ci verrebbero almeno una quarantina di nuovi capannoni oltre alle 14 aziende che già si sono insediate qui e che danno lavoro a una settantina di dipendenti. Ma costruire non si può né, forse, vien voglia di farlo nonostante i vantaggi strategici della collocazione dell’area. E i motivi li spiegano il presidente di Cna della provincia di Massa Carrara, Paolo Bedini, che ha investito proprio qui per realizzare la sede della sua azienda, e il direttore dell’associazione degli artigiani, Paolo Ciotti.
un passo indietro
L’idea della trasformazione di questa area in un insediamento artigianale è del 2004 ma i vincoli idrogeologici ipotizzati per la zona bloccano l’avvio dei lavori per i quali anche la Regione aveva impegnato importanti risorse. Solo nel 2012 si scopre che la previsione dei vincoli non era tale da impedire l’intervento. Così partono i lavori. Nel 2014 si insediano all’ex Fornace le prime attività: i lavori son sempre da finire, vengono date rassicurazioni in questo senso alle imprese. Ma a sette anni di distanza è quasi tutto come allora. Anzi peggio, perché il degrado, purtroppo, porta a nuovo degrado. Al buio, di notte, l’area artigianale diventa terra di nessuno: c’è il problema dei furti, ai quali le aziende fanno fronte investendo in cancellate e videosorveglianza. E quello dei traffici illeciti. E recentemente la strada, già pericolosa di giorno, ha “ospitato” corse di auto clandestine di notte. Per non parlare delle discariche abusive: dalle lavatrici ai materiali edili. Non manca all’appello quasi nulla.
incompiuta: perchÉ?
«A un certo punto della fase di realizzazione dell’area industriale – raccontano Bedini e Ciotti – sono finiti i soldi e nessuno ha stanziato nuove risorse per riuscire a completare almeno la strada e i parcheggi». La “strada” è una striscia di asfalto consumato senza banchina laterale, pieno di buche. A fianco della carreggiata solo terra e sassi là dove avrebbero dovuto essere realizzati i parcheggi. Polvere e sporco con il sole, pozzanghere e fango con la pioggia. L’intervento, stando alla convenzione siglata a suo tempo con i privati dell’area industriale, prevedeva la cessione di porzioni di aree al Comune per il completamento delle opere di urbanizzazione. Ma quando i soldi sono finiti, anche a fronte di costi aggiunti emergi in corso d’opera, tutto si è fermato. «Avevamo stimato il costo della sistemazione di asfalto e parcheggi qualche tempo fa – continua Ciotti – la cifra complessiva era di 150mila euro: non sono mai stato messi in bilancio. Non c’erano prima, non ci sono ora». E probabilmente adesso per far fronte alle necessità di adeguamento dell’area ne serviranno anche di più. Arriveranno? È quello che Bedini e Ciotti chiedono al Comune. «Il sindaco è venuto qui in campagna elettorale criticando il suo predecessore perché non aveva piantato alberi – conclude Bedini – in questi anni non lo ha fatto neppure lui».
l’incidente: come è andata a finire
Intanto però è vero che negli ultimi mesi nessun dipendete delle aziende della zona si è più fatto male in motorino. La soluzione trovata dopo l’incidente? All’inizio della strada l’amministrazione comunale ha sistemato un cartello di divieto di accesso ai mezzi a due ruote «così i dipendenti che vengono a lavorare in scooter – conclude Bedini – devono lasciarlo fuori dall’area artigianale». —
Valentina Landucci
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