A settembre verranno assunti 162 docenti «Ma mancheranno gli insegnanti abilitati»
La Flc Cgil: «Situazione critica per il sostegno». Eppure i candidati ci sarebbero: «Non ci consentono di specializzarci»
Melania Carnevali
massa. Il ministero dell’istruzione ha comunicato ai provveditorati italiani i dati sull’organico di diritto nelle scuole, cioè il numero del personale calcolato sulle iscrizioni, che puntualmente, a settembre, viene ritoccato al rialzo. Alla provincia di Massa Carrara spettano 2. 103 insegnanti sul posto comune e 268 sul sostegno, quindi 2. 371 in totale. Attualmente nelle scuole apuane sono di ruolo 2. 375 docenti e ad agosto ne andranno in pensione 165. A settembre saranno quindi 162 le assunzioni a tempo indeterminato (potrebbero diminuire in caso di mobilità verso la provincia). A questo numero andranno aggiunti i posti che rimarranno vacanti per il ricalcolo dell’organico e che verranno, come ogni anno, coperti dai supplenti.
Ma il problema è anche un altro e cioè che non ci saranno insegnanti da assumere in ruolo. Il personale viene pescato infatti per il 50 per cento dalle graduatorie ad esaurimento, che sono perlopiù già esaurite, e l’altro 50 per cento dai concorsi, alcuni dei quali sono ancora da aprire. «L’ex ministra Azzolina ha mantenuto il percorso dei concorsi straordinari e ordinari – spiga Isa Zanzanaini, segretaria generale della Flc Cgil Massa Carrara – e non è ancora finito quello straordinario. Speriamo di avere almeno questi, perché il concorso ordinario non è ancora partito e lo sappiamo che ci vogliono almeno due anni per concludere un concorso».
La situazione sarà ancora più grave per il sostegno, dove mancano insegnanti abilitati e i posti vacanti rischiano di essere assegnati al primo che passa senza nessuna formazione. Di docenti idonei che aspettano di insegnare, ce ne sarebbero a valanghe.
Sono circa 13mila in tutta Italia gli aspiranti docenti di sostegno che hanno passato il concorso per entrare nel corso di specializzazione e adesso nel limbo degli idonei/non entrati, 350 in Toscana. I corsi di specializzazione sono infatti a numero chiuso e i posti disponibili sono sempre inferiori alle necessità.
Questi insegnanti hanno creato un coordinamento, il cui referente è Alessandro Sgambati, docente pisano residente a Genova. «Noi attualmente ci troviamo in un limbo nell’attesa di poter essere ammessi di diritto a frequentare il sesto ciclo che non sappiamo nemmeno quando inizierà – commenta a Il Tirreno –. E questo si inserisce in una cornice di grave emergenza e precarietà che impedisce la piena ed effettiva realizzazione del diritto allo studio degli oltre trecentomila alunni disabili presenti nelle scuole italiane, che si vedono privati di personale docente specializzato, in possesso di una formazione specifica e di competenze adeguate a supportare le loro necessità educative, in grado di assicurare continuità didattica e di prevenire fenomeni di abbandono scolastico ormai sempre più diffusi e frequenti».
Nell’eventualità, ed è una certezza, che i posti disponibili per le assunzioni in ruolo, sia quelli per il posto comune sia sostegno, rimangano vacanti, le cattedre verranno assegnate ai supplenti che verranno nominati, prima dalle graduatorie provinciali e in seguito da quelle di istituto. Spesso i presidi si ritrovano a chiamare dalla lista delle Mad (messe a disposizione), cioè dei neolaureati. Per il sostegno significa dare alunni e studenti con disabilità, anche gravi, come l’autismo, in mano a docenti senza alcuna formazione in materia, con il rischio che le famiglie si ritrovino costrette a tenere a figlio a casa.
«Fateci seguire il corso e consentici di insegnare», chiedono i docenti idonei. Secondo La Flc Cgil «l’unico modo per fare entrare insegnanti in ruolo – dice Zanzanaini – è quello di stabilizzare i docenti che hanno almeno tre anni di sostegno. Poi gli si può far seguire un corso di formazione analogo a quello di specializzazione. In questo modo si avrebbe personale stabile».
Il ministero, secondo Zanzanaini, «qualche disponibilità rispetto alla stabilizzazione l’ha espressa: certo, non abbiamo la certezza che succederà, ma almeno rispetto al passato c’è una presa di posizione». —
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