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Luca Guadagnucci pronto a lasciare la Lega e a entrare in Forza Italia

Manuela D'Angelo
Luca Guadagnucci pronto a lasciare la Lega e a entrare in Forza Italia

Dopo Cagetti e Cofrancesco  altro cambio di casacca in vista I “civici” del sindaco:  «La maggioranza non cambia»  Verso un polo di “moderati”

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massa. Il consigliere comunale della Lega Luca Guadagnucci lo smentisce, ma le voci che lo vogliono sempre più vicino a Forza Italia sono tante: se ne parla all'interno del suo partito e del suo gruppo consiliare, ma anche tra i banchi dell'opposizione e fino ai vertici regionali degli Azzurri. Il nome di Guadagnucci, è circolato assieme a quello di Cagetti e Cofrancesco, i due consiglieri freschi di passaggio dalla lista civica “Persiani sindaco” con cui furono eletti, al partito di Fi. «Sono soltanto voci», taglia corto Guadagnucci, elemento autorevole all'interno della Lega, e considerato una specie di spina nel fianco del sindaco Francesco Persiani: non più in linea con il primo cittadino (al contrario dei suoi colleghi del gruppo consiliare) su questioni non banali, quali, ad esempio, le cave i piani di bacino, e alcune scelte sull’urbanistica. Allontanarsi dalla Lega potrebbe rappresentare per lui un'occasione diversa di far valere principi, idee ed opinioni.

Anche per i consiglieri Pier Giuseppe Cagetti e Antonio Cofrancesco potrebbe esserci stato, però, più di un motivo per lasciare il gruppo del sindaco Persiani, oltre a quello di aderire ad un nuovo progetto moderato e liberale. Cofrancesco si era sganciato da tempo e al sindaco non le ha mai mandate a dire. Fu il primo, ad esempio, a sostenere che le liste civiche che avevano aiutato e sostenuto Persiani non erano state valorizzate adeguatamente all'interno dell'amministrazione e poche settimane fa, dimettendosi dalla presidenza della Consulta sulla disabilità, accusò la giunta non tenere minimamente in considerazione le sue istanze. Insomma uno scollamento totale. Cagetti, ex dirigente nazionale del Partito Socialista, ai tempi di Bettino Craxi, parlando della sua “nuova casa, moderata e liberale, pronta ad accogliere tutti, repubblicani, socialisti e democristiani”, pone la questione dell'allargamento della maggioranza e spiega: «Ho fatto questa scelta per aiutare il sindaco, non per andargli contro. Alle prossime elezioni ci sarà bisogno di un centro destra moderato e allargato». Come a dire che nel 2023, quando non ci saranno i quasi 5mila voti portati dalla lista civica di Sergio Menchini, non basteranno più la “popolarità” della Lega e del suo capitano, o l'alleanza con un partito come Fratelli d'Italia, troppo estremista.

«Prendiamo atto che il gruppo di Forza Italia in consiglio comunale si arricchisce di due componenti – commenta il gruppo consiliare Lista Civica Persiani Sindaco – ma constatiamo che la maggioranza è rimasta la stessa di prima. Quanto alle rivendicazioni di un maggior peso nell’amministrazione, siamo sicuri che ci saranno tempi e modi per condividere le soluzioni più adeguate a riconoscere a Forza Italia il ruolo che merita». La partita di Forza Italia si gioca infine e in parte anche tra i banchi dell’opposizione: il vero allargamento della maggioranza si verificherebbe soltanto se il consigliere Sergio Menchini, rappresentante di una lista civica di centrosinistra, ma di fatto tra i dirigenti regionali di Forza Italia (senza tessera) decidesse di abbandonare l'opposizione. «Rimango dove sono, per adesso», dice Menchini, anche se le voci lo vogliono sempre più fuori dal consiglio comunale, per far posto al primo dei non eletti Giancarlo Casotti. Ma, anche se dovesse essere lui per i prossimi due anni a sedere tra i consiglieri, la musica non cambierebbe: «Il progetto di Forza Italia non ci dispiace – spiega Casotti, anche lui ex socialista ed ex consigliere per il centrosinistra – ma non ci sono al momento le condizioni per una alleanza con questa maggioranza». —

Manuela D'Angelo

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