Il Tirreno

i numeri dell’oncologia 

La cura del tumore non si ferma: 6.500 chemioterapie

Alessandra Vivoli
La cura del tumore non si ferma: 6.500 chemioterapie

Sono oltre mille i nuovi pazienti visti nel 2020, il primario di oncologia Andrea Mambrini fa il punto della situazione, parla di malattia e di musica

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massa carrara. I tumori, purtroppo, non si mettono, in pausa, neppure per il Covid. E, questa è la buona notizia, nemmeno la sanità apuana. Le risposte i malati di tumori all’ospedale di Massa Carrara le hanno trovate sempre, anche nell’anno difficile della pandemia.

I numeri sono impressionanti: nel 2020 sono stati effettuati 6.500 trattamenti di chemioterapia e sono stati presi in carico mille nuovi pazienti.

Non è venuto meno neppure il rapporto speciale che la oncologia carrarese è riuscita, dai tempi del primario Maurizio Cantore e ora con il primario Andrea Mambrini, a creare con i pazienti e le loro famiglie grazie al potere della musica. E se, a causa del Covid sono saltati i concerti in reparto dei “Donatori di musica” è stata organizzata un’altra iniziativa: “Affacciati alla finestra”. Una serie di appuntamenti con la musica jazz, classica e moderna che ha avuto come scenario l’esterno del Noa.

«Ogni settimana – racconta il primario Mambrini – c’erano volontari che allestivano gratuitamente un piccolo palco, i concerti sono andati avanti tutta l’estate e ci piacerebbe ripetere l’esperienza anche quest’anno».

Una nuova stagione per la musica ad oncologia, ma anche di un reparto che, a livello di cura e di prevenzione, che non si ferma. Hanno fatto il punto della situazione con il Tirreno il primario Mambrini e responsabile dell’organizzazione del percorsi oncologici del Noa, e presidente del Volto della speranza Roberta Crudeli.

«È stato e continua ad essere un periodo più difficile dal punto di vista organizzativo per quel che riguarda le distanze, i tamponi, tutte le protezioni necessarie. Dal punto di vista psicologico, per le pazienti e i pazienti, è stato tutto molto pesante: avere un tumore e dover fronteggiare i rischi di una pandemia ha comportato un carico di apprensione in più».

«La macchina dell’oncologia – sottolinea Mambrini– non si è mai fermata e abbiamo cercato di dare un segnale importante agli ammalati che non si sono mai sentiti trascurati».

Risultati importanti, a livello di numeri, sono arrivati anche per quel che riguarda la cuffia contro la caduta dei capelli, dispositivo che aiuta le donne a preservare la propria capigliatura durante i trattamenti chemioterapeutici necessari per gli interventi legati al tumore della mammella. «Allo scorso dicembre avevamo già trattato 83 pazienti – spiega il primario Mambrini– ad oggi abbiamo superato le novanta. Sono donne che arrivano non solo dal nostro territorio ma anche da Livorno e Lucca».

Le due “cuffie” speciali sono state acquistate dal Volto della speranza insieme alla Fondazione marmo. «Una è nel nostro ospedale, un’altra a Pontremoli e presto ne arriverà una per Fivizzano. —

Alessandra Vivoli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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