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Il turismo lunigianese chiede aiuti e sgravi «Stiamo morendo»
Oltre 70 operatori scrivono ai parlamentari locali per avere uno stop alla Tari e la sospensione di mutui e affitti
AULLA. Sono più di settanta gli operatori del settore turistico-ricettivo (B&b, ristoranti, hotel, bar, che oggi molti chiamano Ho.Re.Ca, acronimo in lingua francese di Hotellerie, Restaurant e Cafè) che chiedono aiuto.
Dopo avere chiesto di essere esentati dal pagamento della Tari, la tassa sui rifiuti, ora si rivolgono ai parlamentari eletti in Lunigiana e in tutta la provincia affinché si facciano promotori di un emendamento al decreto legge 41 del 22 marzo scorso. In buona sostanza, sostenuti anche dall'Associazione operatori turistici Lunigiana, auspicano più risorse per un settore in gravissima difficoltà a seguito dell’emergenza sanitaria in corso.
«La situazione, con il prorogarsi delle misure restrittive e senza una efficace copertura dei costi fissi e delle perdite di fatturato che le nostre imprese stanno subendo da mesi, sta diventando esasperante – scrivono gli oltre 70 imprenditori e commercianti – con verosimili conseguenze tragiche per le nostre aziende e per i posti di lavoro che, da anni, siamo riusciti a garantire per il territorio. Tutto ciò si verificherà in breve tempo in assenza di un cambio di rotta drastico, ossia riaprendo le attività in sicurezza, in accordo ai protocolli anti-covid19, già ampiamente adottati dalle nostre strutture, e permettendo gli spostamenti tra Regioni, anche per motivi che non siano soltanto di necessità, lavoro e salute, per far ripartire il turismo interno, unitamente a un concreto ristoro per le perdite di fatturato e le incisive spese fisse durante i mesi con le restrizioni più forti dovute al lockdown associato ai vari cromatismi, da giallo a rosso».
Ecco le proposte concrete del settore: «Il decreto ristori nel calcolo del fondo perduto, evidenzia parametri iper selettivi e risorse insufficienti, che hanno portato all’esclusione del contributo per gran parte della platea: si richiede, pertanto, un abbassamento della soglia di contribuzione al 20% di perdita di fatturato, anzi che al 30%, e il calcolo dell’ammontare medio mensile dei corrispettivi del 2020, riferito ai mesi di lockdown, ossia marzo-aprile-maggio e ottobre-novembre-dicembre, con esclusione dei mesi estivi. Il decreto, inoltre, mette a budget anche un incremento di 250 milioni per il Fondo per il sostegno e lo sviluppo delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura, per cui la legge di bilancio 2021 aveva stanziato 150 milioni. Si richiede, pertanto, che per l’intera filiera agricola, agroalimentare, ma anche Ho.Re.Ca., sia al più presto messa in condizione di accedere a queste risorse. A tal proposito per il bando ristorazione, facciamo presente che delle 47mila domande – proseguono – ne risultano liquidate 13mila circa per 87 milioni di erogazioni, a circa 7 mesi dall’introduzione del bonus ristorazione. La cifra erogata è bel lontana dai 450 milioni di euro destinati a questa filiera».
Per quanto concerne il bonus affitti, «si richiede il ripristino del credito di imposta sugli affitti dei locali commerciali, per gli esercenti attività d’impresa, arte o professione destinati ad attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, attività di interesse turistico, esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo. Chiediamo anche che venga valutata l’ipotesi che ai proprietari degli immobili destinati alle suddette attività sia riconosciuto il credito d’imposta per gli affitti non percepiti, in modo da sollevare gli affittuari di oneri diventati insopportabili» aggiungono gli imprenditori, i quali fanno anche presente che il mondo della ricettività dei Bed&breakfast senza partita Iva «è stato escluso totalmente dal sostegno previsto nei decreti che si sono susseguiti da marzo 2020; quindi, riteniamo opportuno che sia valutato anche per questo settore un supporto specifico».
Infine, i 70 chiedono la garanzia della sospensione dei pagamenti dei mutui, dei finanziamenti e delle cambiali agrarie, contratte dalle aziende o dalle persone fisiche in caso di ditte individuali, protratta almeno per tutto il 2021. —
Gianluca Uberti
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