Il Tirreno

filcams cgil e uiltucs 

«Le imprese potevano chiudere senza un’imposizione regionale»

Luca Barbieri

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massa-carrara. Filcams Cgil e Uiltucs replicano a Confcommercio e Confesercenti sull’ordinanza regionale di venerdì con al centro le chiusure per Pasqua e Pasquetta, molto dibattuta in queste ore. «In questo lungo anno tutti i lavoratori e le lavoratrici della piccola, media e grande distribuzione, ritenuti utili alla comunità da tutti i dpcm, hanno pagato un prezzo molto alto essendo sempre presenti e operativi, anche quando abbiamo dovuto lottare e imporci anche solo per ottenere i dispositivi, anche solo per ottenere una mascherina chirurgica per lavorare, rischiando ogni giorno di contrarre il virus e di portarlo a casa. E ancora oggi svolgono un servizio utile, ma non certo a tutti i costi», incalzano dalla Filcams Cgil sulle proteste delle associazioni di categoria alle chiusure per i 2 giorni sanciti dall’ordinanza 42.

«Serve ricordare che il lavoro svolto nelle giornate festive deve essere volontario, come determinato dal Ccnl di Confcommercio, ma che molto spesso tanti lavoratori e lavoratrici siano ricattabili, perché a tempo determinato o altro. Serve anche ricordare che in questo anno non è certo stato questo un settore che ha visto diminuzioni importanti di fatturato, anzi, molte le aziende che hanno pareggiato se non superato il fatturato – continuano –. Certo – precisano – la Regione avrebbe potuto prendere questa decisione in tempi più allargati, ma di contro le imprese avrebbero potuto decidere liberamente e senza un’imposizione regionale, di tenere chiuso una giornata come già avvenuto. Avrebbe significato molto per i lavoratori del settore, avrebbe significato un senso di rispetto e dignità del lavoro che oggi purtroppo è inesistente perché il profitto viene prima di tutto». E concludono: «Rispetto agli assembramenti e le folle che assalgono i negozi, basterebbe ricordare che esistono leggi che devono essere rispettate, mentre nella maggior parte dei casi si agisce in totale violazione di queste, quando basterebbe semplicemente il rispetto delle regole: spiace rimarcare come alcune imprese non agiscano in tal senso».

Sulla falsariga anche il commento di Uiltucs: «È avvilente rilevare come di fronte a un’ordinanza regionale, auspicata da noi, il rappresentante di Confcommercio si possa lasciare andare a un’invettiva pubblica utile solo a esacerbare gli animi. È a conoscenza che da 13 mesi i lavoratori sono in prima linea per darci un servizio ritenuto indispensabile, mal ricompensati e lontani dai riflettori? È a conoscenza delle quotidiane infrazioni nel mondo della distribuzione? E che in molte realtà non venga più fatto rispettare il contingentamento; o che i lavoratori vengono verbalmente aggrediti perché chiedono il rispetto delle basilari regole? Ci chiediamo se si rendono conto del prezzo che questi lavoratori hanno dovuto pagare; per questo la decisione regionale è un atto dovuto nonché l’unico modo per permettere ai lavoratori almeno di passare le festività in famiglia». –

Luca Barbieri

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