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«Su Sanac si rispettino le promesse del governo fatte al tavolo a Massa»
Manuela D’angelo
massa. La produzione non è calata, le commesse ci sono e anche la richiesta del mercato dell'acciaio è in aumento. Ma questo non rende al sicuro Sanac. La situazione dello stabilimento massese è direttamente collegata alle dinamiche aziendali nazionali e ai rapporti con AcelorMittal, ma Stefano Tenerini, segretario Femca Cisl Toscana Nord, chiede che «le promesse fatte all'ultimo tavolo tecnico svoltosi a villa Cuturi a Marina di Massa siano rispettate. Sono stati presi impegni –dice Tenerini – ci hanno voluto convincere che non si trattava solo di passerelle politiche e noi sindacalisti ci abbiamo voluto credere. Ora aspettiamo dei riscontri a quanto ci siamo detti e promessi». Si prevede, dice sempre la Cisl, di ricorrere alla cassa integrazione anche per lo stabilimento di Massa. Lo scorso 29 marzo si è riunita la Direzione aziendale Sanac con i responsabili dei quattro siti produttivi, di cui uno nel Comune di Massa; è stata confermata la proroga alla fideiussione per l’acquisto del gruppo Sanac al 31 Maggio 2021 e nella relazione consegnata alle sigle sindacali nazionali si legge che “negli ultimi tre mesi si è avuto il massimo della produzione e spedizione del prodotto, beneficiando di un forte aumento della richiesta del mercato dell’acciaio,con un cambiamento di strategia aziendale nel produrre su richiesta del mercato alleggerendo così i volumi di magazzino».
« Sono stati stabilizzati sette contratti a termine- si legge sempre nella relazione- con il passaggio a tempo indeterminato e ci sono state alcune assunzioni a tempo determinato» ma nessuna allo stabilimento di Massa. Nello stabilimento di Massa, invece, «si è completato sia l’impianto di depurazione acque che l’impianto di emissioni al camino che non risultava essere a norma; inoltre si è provveduto all’affidamento dell’appalto per la monorotaia che serve per l’approvvigionamento».
Tra le criticità più importanti «la difficoltà di reperire materie prime sul mercato (in particolar modo quelle di Bauxite e Magnetite) con aumento dei prezzi e difficoltà nei trasporti e la liquidità finanziaria dovuta ai ritardi nei pagamenti da parte del maggior cliente AcelorMittal». Sulla base di tale condizione, l’azienda sta valutando l’eventualità di incrementare, nel breve tempo il numero dei lavoratori posti in Cigs limitatamente alla risoluzione dei crediti vantati dalla Sanac (con il decreto sostegnièstata ripristinata l’integrazione alla cigs al 70%). Secondo tenerini della Cisl, 4-5 lavoratori a Masa saranno interessati dalla prossima cassa integrazione (in totale nei quattro presidi circa 30 persone). »Non possiamo assolutamente condividere la condizione di un ulteriore intervento di Cigs che aumenti il numero dei lavoratori collocati in ammortizzazione sociale-concludono le organizzazioni sindacali- in un periodo in cui le produzioni tendono ad aumentare e solo ed esclusivamente per far fronte a problemi di liquidità». —
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