Il Tirreno

Aveva 93 anni 

L’addio a Enrico Alessi collaborò con il Tirreno per ciclismo e calcio

Aldo Antola

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Massa. Un altro pezzo della storia sportiva e non solo massese ci ha lasciato: è deceduto Enrico Alessi (foto), che si è spento serenamente a 93 anni fra le mura della sua casa e circondato da tutti i suoi cari. Da ieri sera è stato trasportato dall’abitazione all’obitorio cittadino del vecchio ospedale sull’Aurelia e questo pomeriggio alle 15,30 ci sarà la funzione funebre presso la chiesa di San Domenico a Turano. Poi la salma sarà tumulata al cimitero di Turano.

Lo ricordano gli sportivi ed amici mentre fra gli anni Settanta e Ottanta seguiva con passione e competenza lo sport per il Tirreno, ciclismo ma anche calcio giovanile e dilettantistico.

Per il ciclismo ha collaborato con Giorgio Lino Marchi, collega ed amico, poi alla sua scomparsa ha proseguito da solo.

«È stato nominato anche Cavaliere della Repubblica – ricorda il figlio Sergio – ma non ci teneva tanto a farlo sapere. Fra i suoi risultati sportivi la Presidenza del Club Massese, del Gs Quercia con la quale ha vinto il titolo italiano Juniores a Potenza nel 1978 con Piero Germelli».

Enrico lascia nel dolore la moglie Giuliana, le figlie Rita e Marina ed i figli Gian Marco e Sergio, con generi e nuore ma anche una numerosa schiera di nipoti, Alessandro, Federico, Leonardo, Francesca e Matteo e poi i pronipoti: Greta, Gioele, Santiago, Francesco e Gian Luca.

Toccante il messaggio lanciato dal figlio Sergio sul web annunciando la scomparsa dell’amato padre: “Se n'è andato, come si spegne il lucignolo di una candela, alle prime luci del mattino, ringraziando Dio e tutti per il dono di una vita lunga e redditizia. A noi il dolore ma anche la consapevolezza del bene che ci ha voluto e gli abbiamo portato, non si muore mai fino in fondo e quella che appare come una meta ineludibile è solo il trampolino di lancio per una vita "altra" che non avrà mai fine. Riposa in pace, Righetto, e le schiere degli angeli ti portino al cospetto dell'Altissimo, un giorno non lontano ci rivedremo e magari scriveremo a due mani una bella poesia sul tuo ciclismo». Sergio, che nella vita faceva fino allo scorso anno l’immobiliarista (in gioventù anche lui si era dilettato a scrivere di arte e cultura per il Tirreno) all’inizio della pandemia aveva lasciato per seguire gli anziani genitori, adesso, aggiunge, « dovrò guardarmi intorno, mentre continuo a seguire la mamma, per vedere che cosa fare per il futuro». Aldo Antola

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