Il presidio
Più spazi per diporto e per le navi crociera Ma c’è l’incognita tempi
Accorpate l’aree commercialui finora non comunicanti Sommariva: «Rischio di approvazione in circa otto anni»
carrara. Il piano regolatore c’è, ma è ancora allo stato di proposta, non approvata ancora dagli organi collegiale dell’Autorità Portuale. Percorso che dovrà passare, obbligatoriamente, anche dall’approvazione della Regione, che ha attivato il potere di legislazione concorrente. «Temiamo un percorso molto lungo, c’è una necessità di volontà politiche. Serve un fonte consenso di opinione e istituzionale», commenta il presidente dell’Autorità Mario Sommariva. Che però quando parla gli si rivolge una domanda sui tempi, almeno quelli su carta, mostra tutta la sua preoccupazione.
«Mi appello alla volontà politica e l’opinione pubblica, compresa le associazioni ostili allo sviluppo del porto. Un tempo ragionevole è di due o tre anni», sostiene in merito. Ma, in questo caso più che mai, si sa bene cosa passa tra il dire e il fare. «Il procedimento, abbiamo stimato, se si prendessero tutti i tempi dovuti, solo per l’iter di approvazione, ci vorrebbero otto anni. Nessuna esigenza in questo tempo sarebbe soddisfatta: ambientali, nautica, commerciali, città e industriali. In otto anni sarebbero tutti scontenti», sostiene il presidente.
Sommariva invita tutti a dialogare, proporre e discutere. Ma tiene il punto e difende il lavoro fatto. «È un piano che in modo anomalo, rispetto alle altre autorità portuale, propone un equilibrio. È un piano di riduzione degli spazi, di ridimensionamento degli spazi. Un messaggio chiaro di ragionevolezza, una proporzione tra il bene da fare potenzialmente e una serie di discussioni caotiche e un po’ confuse che vengono fatte in questi giorni».
Come vede l’equilibrio Sommariva? «Il ridimensionamento delle aree destinate alle aree commerciali, cantieristiche e nautica, consentono un forte recupero di aree riservate all’interfaccia tra porto e città. Peraltro in aree attualmente degradate e in sofferenza: si tratta di un vero e proprio recupero di aree attualmente demaniali». E pensa al Waterfront, che l’Autorità vede in modo sempre più aggregato al progetto sul porto. «Parte del Waterfront di marina è entrato nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. Questo vuol dire che le opere vanno concluse e rendicontante nel 2026», spiega Sommariva.
L’equilibrio di Sommariva ha chiesto di cambiare qualcosa dai vecchi progetti. Vediamo il lato commerciale. A spiegare cosa cambia è l’ingegnere Francesco Di Sarcina: «Gli operatori commerciali chiedono di razionalizzare gli spazi. Parte di riva e parte commerciale non dialogano tra loro, e la parte più avanzata non può usufruire della ferrovia. L’intenzione è di trasferire le funzioni commerciali a riva, altrimenti rischiano di rimanere asfittiche. E di garantire accessibilità ferroviaria. Togliendo spazi commerciali da quella zona le aree si liberano, per ottimizzare gli spazi diportistici e dare linfa alla funzione crocierisitca che l’amministrazione comunale ci chiede. La parte cantieristica, resta individuata dove già si trova oggi. Non è facile spostarli in altri punti. Il piano punta sull’enfatizzazione delle attività della città. Mentre le operazioni commerciali saranno spostate sugli spazi a riva».
E le crociere? «Avranno un ambito dedicato, sufficientemente lontano dalla riva per non avere l’impatto della nave sottocosta ma facilmente raggiungibile da pulmann e autobus. Con la realizzazione di un braccio e l’allungamento della diga foranea di sopraflutto, con un risvolto per adeguare la diga alle curve badimetriche del fondale». —
Libero Red Dolce
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