Il Tirreno

Gli anziani: niente paura e tante speranze

Chiara Sillicani Francesca Vatteroni

Per vaccinarsi c’è chi arriva a Carrara da Pistoia. I nonni: questa è l’unica strada per riavere i nipoti a pranzo da noi

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carrara. Una cosa è certa: chi è a CarraraFiere ieri mattina nel vaccino ci crede eccome, certo che soltanto la copertura vaccinale sia la strada per tornare alle relazioni e alla socialità. Ci crede così tanto da aver vinto le “resistenze” nei confronti del vaccino Astrazeneca e da essersi prenotato. Sì perché se l’hub diventerà unico centro vaccinale in cui, a regime, si somministreranno tutte le dosi, indipendentemente dalla tipologia di vaccino, in questa fase nel padiglione E del complesso fieristico si vaccinano i nati tra il 1941 e il 1945. Tutti con Astrazeneca.

Dell’importanza del vaccino è certo Marco Biagini, insegnante di educazione fisica per anni al liceo classico carrarese. Il professor Biagini, over 80, al presidente Giani, atteso per la tarda mattina, in occasione della inaugurazione del centro, avrebbe da avanzare qualche critica perché a lui non va già che molti over 80 attendano ancora la somministrazione :«Dovrebbero già essere stati tutti vaccinati, non è giusto che ci siano categorie, e in particolare gli avvocati, che sono riusciti a vaccinarsi». Del resto è lo stesso presidente Giani ad assicurare che l’unico criterio adesso è l’età: chi è più anziano, ha priorità. Criterio oggettivo e che evita – motiva il presidente – storture.

Luciano Tamagna, 77 anni, si è vaccinato presto ieri mattina e con convinzione: lui il Covid lo ha conosciuto sulla sua pelle, costretto a 85 giorni di ricovero e alla “dipendenza” dall’ossigeno.

Non c’è la paura, piuttosto il desiderio di vita “normale”. Andrea Pezzica, che accompagna il nonno Gianfranco, sa bene che chi è anziano non ce la fa a rinunciare alla socialità: «Mio nonno è contento di vaccinarsi. Gli anziani hanno bisogno dei nipoti, di vederli, di averli a pranzo, di uscire con più serenità».

Marco Martinelli il vaccino lo considera un dovere: «Bisogna farlo, è una cosa normalissima, semplice, come l’anti influenzale».

E se Paolo Mani, in attesa al centro per la somministrazione, da professore di virologia, ha qualche perplessità sulla soluzione hub che concentra tante persone nello stesso luogo, Vittoria Nannini è così sicura della scelta di vaccinarsi che è venuta a Marina di Carrara da Pistoia: «Mio figlio mi ha motivata, vive a Tokyo e mi ha prenotato lui la dose. C’era disponibilità qui e qui sono venuta. Sono serena, il vaccino è la nostra unica possibilità per uscire da questa emergenza sanitaria».

Da Pistoia per vaccinarsi e con la percezione che il meccanismo sia rodato e funzioni. Lo pensa chi attende la dose e chi aspetta invece i 15 minuti post somministrazione come Marco Landi che il vaccino se l’è fatto ed è tranquillissimo: «Ha prenotato per me Don Marino, il parroco di Avenza. Ho fatto il vaccino e sto benissimo. Questa è una bella struttura e mi pare funzioni, è una buona cosa».

Una struttura che ieri, nel suo primo giorno, ha somministrato 584 dosi di Astrazeneca: poi diventerà centro vaccinale unico con la somministrazione di tutte le tipologie di vaccino arrivando, a regime, a 1400 somministrazioni al giorno. —

Chiara Sillicani

Francesca Vatteroni

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