Il Tirreno

molesto anche ai domiciliari 

Finisce in carcere dopo il “Far West” in via Filattiera

Alessandra Poggi
Finisce in carcere dopo il “Far West” in via Filattiera

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carrara. Finisce in carcere Ridouan Chaf, l’uomo che circa dieci giorni fa aveva seminato il panico in via Filattiera, ad Avenza: aveva cercato di sfondare il cancello di un’abitazione con una trave di legno – secondo i carabinieri sotto effetto di alcol e droghe – terrorizzando lla famiglia che vive lì che alla fine l’aveva scampata grazie all’arrivo di una pattuglia . L’uomo, che per la sua furia incontenibile era stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento dell’autoradio sella pattuglia, era poi finito ai domiciliari, ma nel giro di pochi giorni ha tenuto un comportamento sopra le righe che gli è costato caro.

L’esagitato ce l’aveva soprattutto con il padrone di casa, che dopo averlo sentito urlare a squarciagola vicino casa sua, credendolo ubriaco gli aveva semplicemente chiesto di allontanarsi, scatenando in quell’uomo una furia incontenibile. Dopo aver provato più volte a scavalcare la recinzione del giardino, a un certo punto lo sconosciuto aveva afferrato una tavola da ponteggio che si trovava a pochi passi dall’abitazione e l’aveva usata come ariete per cercare di abbattere il cancello. Una situazione da panico.

Dopo l’arrivo dei carabinieri, che con grande fatica l’hanno contenuto, pure in caserma Chaf aveva continuato ad avere un atteggiamento violento verso chiunque tentasse di avvicinarsi per farlo ragionare

Era stato sottoposto ai domiciliari con il braccialetto elettronico, provvedimento ritenuto dal giudice Dario Berrino indispensabile per tutelare la collettività e contenere l’indole violenta dell’indagato, che nell’ordinanza del Tribunale è stato definito una “mina vagante pronta a deflagare al primo stimolo”, con una “propensione delinquenziale assai radicata” che è diventata “un vero e proprio stile di vita”.

Non contento, anche ai domiciliari non si è comportato bene, lasciandosi andare a insulti ai carabinieri anche quando venivano a controllarlo. E così alla fine il giudice ha deciso per la custodia in carcere. —

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