Il Tirreno

a massa 

Nei saloni una settimana condensata in due giorni

Ivan Zambelli
Nei saloni una settimana condensata in due giorni

3 MINUTI DI LETTURA





massa. La zona rossa fa chiudere i parrucchieri, e allora le persone si portano avanti assediando letteralmente i saloni di bellezza. Per tutta la giornata di sabato, dalle prime ore del mattino fin quasi al coprifuoco, c’è stato un notevole via vai di persone dai centri per la cura dei capelli: pochi i “temerari” che hanno provato a cercare un buco nella lunga lista, salvo sentirsi dire «ci dispiace, ma siamo pieni»; tanti invece quelli che sono andati su appuntamento, anticipando quelli già fissati per la prossima settimana. «La notizia è arrivata venerdì sera verso le 18 e 30. Abbiamo passato le seguenti ore a chiamare le persone e ad organizzare l’agenda» spiega Memo della Martera, titolare dell’omonimo hairclub. «Sabato eravamo affollatissimi, e domani (oggi) sarà uguale. Del resto abbiamo dovuto anticipare in due giornate gli appuntamenti che avevamo per tutta la settimana, che è pure una di quelle dove si lavora di più all’anno», racconta dal canto suo Luca Orlandi, l’hairdresser di via Ghirlanda. I clienti erano in gran parte donne, ma anche uomini, quasi “obbligati” a dover andare dal parrucchiere anticipatamente: «Il grosso del lavoro è stato sulle colorazioni, e la manutenzione ci vuole», precisa Orlandi. «É il solito tran tran mensile, solo che mancando una settimana molte persone hanno voluto anticipare. Tante attività continuano a lavorare, e quindi la gente va al lavoro; un conto se non ti colori i capelli, ma se lo fai sempre avere la ricrescita ha tutto un altro impatto, non solo estetico ma anche per l’umore e l’autostima». Insomma, non solo peccati di vanità per poi tapparsi in casa. A chi è andata “meglio”, nel senso che non è stato travolto da inaspettati turni di lavoro, è il parrucchiere Lorenzo Pardini: «La chiusura era nell’aria, noi da una settimana ci siamo organizzati sapendo che si poteva tornare in zona rossa. Parlando ad esempio con le maestre o insegnanti abbiamo sentito che si stavano già organizzando con la dad, e quindi abbiamo deciso di gestire di conseguenze le prenotazioni, aprendo anche di domenica, dalle 9 alle 18». Apertura domenicale anche per Memo: «Solitamente siamo chiusi, ma dobbiamo gestire gli appuntamenti. Domani (oggi) si inizia alle 8 e 30, e siamo già pieni». I disagi per Memo sono arrivati dall’annuncio serale della zona rossa: «Con il covid l’agenda è cambiata molto. Ogni mattina salta qualcosa, perché c’è quello che si sveglia con il raffreddore, chi ha altri problemi; ad una certa imprevedibilità siamo abituati, ma non ad annunci serali. Bastava dirlo la mattina». Ma anche da altre parti simili copioni: tanti sono stati i parrucchieri che non avevano materialmente tempo per stare al telefono, e bastava passare davanti a qualsiasi salone per vedere parrucchieri intenti a tagliare o colorare. Insomma, una chiusura che ha creato non pochi disagi agli addetti ai lavori. Di questi tempi lavorare tanto non guasta mai, ma non si può condensare una settimana in soli due giorni.

—

Ivan Zambelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera